Raccattapalle antisportivi, Frosinone a porte chiuse per 2 turni  

Scritto da il 18 giugno 2018

Raccattapalle antisportivi, Frosinone a porte chiuse per 2 turni

Immagine d’archivio (FOTOGRAMMA)

Pubblicato il: 19/06/2018 18:28

Il giudice sportivo di Serie B “considerato che i fatti accaduti nel corso della gara Frosinone-Palermo (gara di ritorno della finale dei playoff di Serie B che ha sancito al promozione in Serie A dei ciociari) non configurano violazioni tali da determinare la perdita della gara per 0-3, la non omologazione e/o l’annullamento del risultato e/o la ripetizione della gara, rigetta il reclamo” del Palermo.

IL RECLAMO – Il club rosanero lo aveva presentato a mezzo Pec (in data 17 giugno 2018, ore 11:47) per chiedere di: “Sanzionare la Soc. Frosinone con la perdita della gara disputata in data 16 giugno 2018 con il punteggio di 0-3 in favore della U.S. Città di Palermo; non omologare, comunque, il risultato della partita del 16 giugno 2018; in linea subordinata, previa squalifica del campo di giuoco del Frosinone Calcio S.r.l., non omologare e/o annullare il risultato della gara del 16 giugno 2018 ed ordinare la ripetizione della stessa; ammettere la produzione delle immagini televisive allegate al reclamo ai sensi e per gli effetti dell’art. 35, co 1.3 C.G.S. trattandosi di condotta gravemente antisportiva; in linea ulteriormente subordinata, nell’ipotesi in cui la produzione delle immagini televisive non venisse considerata direttamente ammissibile, esaminare, ai sensi dell’art. 35 co. 1.3 del C.G.S., i filmati prodotti, al fine di valutare le condotte antisportive in esse evidenziate per violazione dell’art. 17”.

LA SANZIONE – In merito al match, il giudice sportivo ha però sanzionato il Frosinone con due turni a porte chiuse e una multa di 25mila euro per il “comportamento violento e ingiurioso dei propri sostenitori” e per il “comportamento sleale e antisportivo commesso dai raccattapalle” durante la finale di ritorno che ha sancito la promozione in serie A dei ciociari.

IL REFERTO – Secondo quanto riportato nel referto arbitrale e nel rapporto dei collaboratori della procura federale, i tifosi del Frosinone “hanno lanciato reiteratamente, nel corso della partita, numerosi oggetti sul terreno di giuoco, alcuni dei quali colpivano un arbitro addizionale e nello specifico ad una gamba e alla schiena, causandogli momentaneo dolore, al 43° del primo tempo” e “per ben due volte, di cui la prima al 47° del secondo tempo, sul terreno di giuoco, alcuni palloni, consegnati in precedenza dai raccattapalle della società Frosinone, nell’evidente tentativo di interrompere le azioni offensive della squadra avversaria costringendo l’arbitro a sospendere la gara”.

L’INVASIONE – Infine, “sempre i sostenitori della società Frosinone, al termine della gara, hanno invaso il terreno di giuoco costringendo gli ufficiali di gara e i calciatori a raggiungere velocemente il tunnel che adduce agli spogliatoi, durante tale circostanza sono stati rivolte espressioni gravemente insultanti ad un arbitro addizionale, oltre al fatto che alcuni sostenitori sono riusciti a raggiungere gli spogliatoi, provocando ulteriori momenti di tensione, a causa del mancato presidio di tale zona da parte degli steward”. Il giudice sportivo ha inoltre inflitto una multa di 10mila euro a Raffaele Maiello, giocatore del Frosinone, “per avere, verso la fine della gara, dalla panchina, posto in essere una condotta sleale e antisportiva, lanciando sul terreno di giuoco un pallone con l’evidente scopo di interrompere lo svolgimento del giuoco, nonché per aver tenuto una condotta intimidatoria nei confronti sia di un calciatore della squadra avversaria, sia nei confronti dei rappresentanti della procura federale rifiutandosi, peraltro, di farsi identificare poiché privo della divisa di giuoco”.


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