Ricerca, lo Human Technopole di Milano punta a raddoppiare fondi  

Scritto da il 18 giugno 2018

Ricerca, lo Human Technopole di Milano punta a raddoppiare fondi

L’edificio Padiglione Italia

Pubblicato il: 19/06/2018 18:29

Raddoppiare l’ammontare dei fondi rispetto a quelli ricevuti dallo Stato ogni anno, partecipando a bandi europei e privati e appoggiandosi al sostegno di soci come le fondazioni e soggetti privati. E’ l’obiettivo di Human Technopole, il nuovo istituto di ricerca multidisciplinare di Milano focalizzato sulle scienze della vita che sarà il cuore di Mind, il parco scientifico e tecnologico situato dove si è svolta Expo 2015. Il presidente della Fondazione Human Technopole, Marco Simoni, ha spiegato in un incontro a Palazzo Italia a Rho-Pero che “un centro di queste dimensioni deve ambire almeno a raddoppiare il proprio budget a regime”, con i fondi statali che attualmente oscillano fra 100 e 150 milioni di euro l’anno. “Quindi tra sei-sette anni ci auguriamo che il bilancio possa essere il doppio di quello di adesso”.

Simoni, ha sottolineato che il benchmark per Human Technopole “sono i centri di ricerca internazionali già esistenti, con grandi nomi, che sono in grado di raddoppiare la dotazione iniziale”. L’istituto occuperà circa 30mila metri quadri nell’area di Milano dove si è svolto Expo 2015, vicino all’Albero della vita e includerà tre edifici esistenti (Palazzo Italia, Unità di Servizio 6, Cardo Nord-Ovest) e uno di nuova costruzione, che ospiteranno sette centri di ricerca e quattro strutture scientifiche di supporto. Entro il 2024 il centro sarà a regime e vi lavoreranno 1.500 persone, di cui 1.350 ricercatori.

“Noi ci auguriamo che questa nuova grande istituzione della ricerca italiana veda la partecipazione di tutto il Paese. E quindi anche le aziende private e le fondazioni private possono dare una mano”, come anche “i singoli filantropi“, ha continuato Simoni. Il presidente della Fondazione Human Technopole ha spiegato che “si può diventare soci sostenitori con una donazione e si può diventare soci partecipanti con un versamento annuale fisso ed entrambi i modi sono aperti”. Il vincolo per i soci partecipanti, che dovranno essere accettati dal Ministero dell’Economia, da quello della Salute e dal dicastero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è che dovranno versare lo 0,5% del contributo statale annuo. “Nelle prossime settimane definiremo i modi in cui questo potrà avvenire, previo il consenso dei Ministeri fondatori”.

Simoni si è detto fiducioso sulla continuità del contributo statale. I finanziamenti statali sono stati approvati con la Legge di Bilancio 2017 “in maniera stabile. Ci auguriamo che il nostro lavoro raggiunga un livello tale da avere non soltanto il consenso del governo ma anche dei cittadini”. Ieri inoltre si è insediato ieri, con la sua prima riunione, il consiglio di sorveglianza dello Human Technopole. Il consiglio, che svolge un’attività di indirizzo generale e di controllo sulla Fondazione, ha nominato direttore di Human Technopole il professor Iain Mattaj, direttore generale dello European Molecular Biology Laboratory di Heidelberg. “Ho conosciuto il nuovo direttore e sono più che ottimista sul futuro del progetto”, ha detto Simoni.

Nelle prossime settimane il consiglio di sorveglianza indirà un bando per l’individuazione dei quattro membri che, oltre al direttore, comporranno il comitato di gestione della Fondazione. Il comitato di gestione ha il compito di garantire l’ordinato andamento e il raggiungimento degli scopi della Fondazione. Inoltre, sempre nelle prossime settimane, il comitato di sorveglianza indirà un bando per un chief operating officer che affianchi il direttore nella gestione amministrativa e nell’organizzazione del centro.


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