Archeologia: i cibi dei romani nelle domus di Ostia Antica  

Scritto da il 19 giugno 2018

Nelle domus di Ostia Antica si apparecchiano le tavole dei romani

Pubblicato il: 20/06/2018 16:20

Sua maestà il Cibo sale sul palcoscenico delle architetture e delle domus romane conservate a Ostia. Raccontare divertendo è il traguardo di ciclo di OStiensia, il ciclo di rievocazioni che nel fine settimana presenterà ‘Habemus in cena, cibi e sapori nell’antica Roma‘: due giorni di rappresentazioni per prendere confidenza con il vitto dei romani e i forsennati scambi di ingredienti che solcavano il Mediterraneo nel II secolo d.C.. Senza trascurare le sfumature politiche favorite dalle elargizioni di cereali, olio e vino, efficaci strumenti di organizzazione del consenso e controllo sociale, a disposizione della classe dirigente dell’epoca. La cerimonia della ‘frumentatio’ sarà messa in scena alle 11.00 e alle 16.00, con dovizia di rievocatori in tuniche storiche impegnati a misurare e distribuire i ‘modii’ spettanti a festanti masse di cittadini e liberti.

Nel caseggiato di Diana, esemplare condominio della metà del II secolo d.C., riprenderanno vita le botteghe che ne popolarono il primo piano e il mezzanino: una taverna (popina) per il pasto consumato in strada prima di tentar la fortuna col gioco d’azzardo (alea), una pescheria (piscatoria) e due laboratori, uno per la salsa di pesce (gari officina) e un altro per la fermentazione di malti e luppolo che regalava la birra (cervisiae officina). Nel Molino del Silvano, invece, una fiorente azienda della fase imperiale ritrova i suoi panettieri, “certamente aderenti al corpus pistorum, l’associazione dei fornai di Ostia riportata dalle fonti” osserva il direttore del Parco archeologico di Ostia Antica, Mariarosaria Barbera. Che aggiunge: “Si tratta di un grandioso impianto industriale, testimonianza del netto miglioramento delle condizioni economiche rispetto agli anni della Repubblica: il pane ormai si acquista, non lo si prepara più in ogni casa. In questo Molino si svolgeva l’intero ciclo di produzione, dalla macina del chicco di farro alla vendita, passando per l’impasto da lievitare e infornare. Non dimentichiamo che abbondanti provviste di cereali erano garantite dagli enormi magazzini di Ostia, continuamente riforniti dal mare, da quando la prima colonia romana è diventata il principale scalo commerciale dell’intero Mediterraneo”.

Sarà compito dei rievocatori dell’Associazione culturale Suadela svelare ogni segreto legato alla produzione e al consumo del pane: avvalendosi di una macina azionabile, identica a quelle originali in pietra -una dozzina quelle conservate nel Mulino del Silvano- che un animale bendato o uno schiavo faceva ruotare mentre una tramoggia in legno versava granaglie nel cono alla sommità del macchinario. Alle 12.00 e alle 17.00 i rievocatori si siederanno finalmente a tavola: il banchetto conviviale ben si presta a illustrare l’ordine delle portate e la gerarchia delle stoviglie, “tante, comode e belle nelle fogge e nei colori anche duemila anni fa” riflette Mariarosaria Barbera. “Il banchetto si svolgerà nella Domus della Fortuna Annonaria, una ricca dimora risalente al II secolo, celebre per il peristilio colonnato e per il ritrovamento della Venere Doidalsas esposta all’interno del Museo Ostiense”.

“Le attività didattiche e divulgative quali il mercato di generi alimentari, la cucina di strada e la produzione della birra e del pane si svolgeranno continuamente, consentendo al pubblico di goderne in qualunque orario di visita” fa sapere l’archeologo Alessandro Pirrone, dell’associazione Suadela. “Ad orario, invece, le attività rievocative più movimentate, ossia la scena del banchetto e la ‘frumentatio’. All’ingresso distribuiremo un programma con gli orari delle rappresentazioni e la mappa per raggiungerle”.

Tutte le attività si avvalgono di allestimenti e manufatti storici, ricostruiti a scopo divulgativo; due dozzine di rievocatori, rigorosamente in abiti storici, si concederanno volentieri ai turisti per illustrare gli aspetti della vita quotidiana dei nostri avi provenienti dalle città che ancora circondano il Mediterraneo.


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