Il colore migliorerà la vita a Milano e nelle città italiane. Queste le conclusioni di un pool di esperti riunitosi per confrontarsi sul rapporto tra architettura, colore e benessere  

Scritto da il 19 giugno 2018

Il colore migliorerà la vita a Milano e nelle città italiane. Queste le conclusioni di un pool di esperti riunitosi per confrontarsi sul rapporto tra architettura, colore e benessere

Pubblicato il: 20/06/2018 16:12

La riqualificazione del costruito, lo sviluppo virtuoso del social housing e il rilancio del settore immobiliare nella città di Milano passeranno attraverso la progettazione del colore in architettura, come una delle leve principali: questo quanto emerso dalla tavola rotonda Urbanocromie che ha visto la partecipazione del Comune di Milano e di importanti attori della filiera edile

Si è tenuta recentemente presso l’Urban Center di Milano la conferenza stampa di Settef, brand del gruppo Cromology specializzato nelle pitture per edilizia e architettura e soluzioni tecniche per la facciata, volta a presentare “Urbanocromie, i colori del paesaggio urbano“, la nuova collezione colori per esterni firmata dall’Architetto Gianandrea Barreca per Settef, che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Milano. La collezione rappresenta una visione dell’Architetto Barreca che ipotizza lo sviluppo cromatico della Milano del futuro, così come degli altri contesti urbani italiani.

L’incontro è stato anche l’occasione per invitare importanti rappresentanti della filiera edile ad esprimere una loro testimonianza sul ruolo del colore in architettura come arma di rilancio economico del settore edilizio e del mercato immobiliare della città di Milano, non solo per quanto riguarda l’architettura più nobile, bensì anche relativamente alla riqualificazione delle periferie e del social housing di Milano.

Di questo si è parlato alla tavola rotonda dal titolo “Il ruolo del colore nella riqualificazione dell’architettura urbana, delle periferie e nel social housing” alla quale hanno partecipato l’Arch. Franco Zinna, Direttore Centrale Direzione Urbanistica Comune di Milano, l’Arch. Giordana Ferri – Direttore Esecutivo Fondazione Housing Sociale Milano, l’Ing. Regina De Albertis – Vicepresidente Nazionale Giovani Costruttori ANCE, l’Arch. Gianandrea Barreca – Fondatore studio di architettura Barreca & La Varra e il Dott. Massimiliano Bianchi – Amministratore Delegato Cromology.

La tavola rotonda Urbanocromie: le dichiarazioni dei partecipanti

Arch. Franco Zinna, Direttore Centrale Direzione Urbanistica del Comune di Milano: Il colore è un elemento fondamentale per rendere migliore la vita nelle nostre città

“Il colore è un elemento molto importante nella gestione dell’aspetto dell’architettura nelle città. Può contribuire a rendere la città più bella e a fare stare meglio le persone. Questo è uno dei motivi per cui, nel processo di riorganizzazione della Direzione Urbanistica del Comune di Milano abbiamo voluto tenere in capo alla Direzione la Commissione del Paesaggio, non tanto per esercitare una funzione di controllo tout court quanto per garantire armonia nelle scelte sia cromatiche che dei materiali. Riteniamo infatti che sia necessaria una progettazione attenta ed integrata del colore, per tutelarne la valenza architettonica e sociale. Ad oggi Milano non ha adottato un piano colore, ma non è detto che non si possa considerare questa possibilità per il futuro. Se dovessimo decidere di intraprendere questa strada dovremo certamente vagliare attentamente come procedere in quanto, mentre nei luoghi storici della città la scelta del colore è già in gran parte determinata dalla storia dell’architettura stessa, nei quartieri più recenti della città e nelle periferie sarà necessario compiere degli studi più approfonditi.”

Progettazione del colore in architettura? Architetto Gianandrea Barreca: “Noi progettisti dobbiamo tornare a studiare”

“Insegno in diverse facoltà di Ingegneria e Architettura, e seppure ci siano nuove attenzioni rivolte all’uso del colore, a mio avviso il tema non viene ancora dibattuto sufficientemente e in modo coerente e coordinato con il progetto architettonico. Il colore è ancora una questione studiata prevalentemente per la progettazione degli interni, e non quando si tratta dello spazio pubblico e in generale aperto” spiega l’Arch. Gianandrea Barreca.

“Sviluppando Urbanocromie, la collezione colori per la facciata a marchio Settef, brand del Gruppo Cromology, mi sono reso conto dell’esigenza di riprendere e continuare a studiare il colore e le sue differenti forme di applicazione e di utilizzo nel progetto di architettura. Progetti come Urbanocromie e incontri come quello di oggi consentono di stimolare la discussione sulla progettazione del colore e sono convinto che, se vogliamo restituire a questo elemento un ruolo primario, sia necessario, soprattutto per noi progettisti, tornare a studiare questo importante tema di definizione della qualità dello spazio urbano delle nostre città. In particolare, non condivido l’idea che il colore in architettura possa essere un elemento solo secondario, successivo e disgiunto dal processo progettuale. In una società evoluta e complessa come quella nella quale noi viviamo, non si può prescindere dall’ascolto e dalla compartecipazione di più soggetti alla determinazione dello spazio costruito in cui abitiamo e ci muoviamo, ma allo stesso tempo è compito degli architetti e degli operatori del settore guidare e indirizzare il processo decisionale e partecipativo. Come per la definizione di un volume o degli elementi di composizione di una facciata, anche per la scelta di un colore c’è bisogno di professionalità, conoscenza e cura. Il colore non può essere considerato un elemento secondario e di “superficie”, né può essere lasciato al libero arbitrio. Se vogliamo rendere più belle le nostre città non possiamo pensare più al colore come ad un elemento accessorio, ma dobbiamo riportarlo al centro del nostro agire” conclude l’Arch. Gianandrea Barreca.

Ing. Regina De Albertis: Il colore sotto forma di vernice per la facciata contribuisce in maniera decisiva a proporre interventi migliorativi per la città, anche nei casi in cui le risorse sono limitate

“Oggi partecipo alla conferenza stampa di presentazione di Urbanocromie come Vicepresidente dei Giovani Imprenditori ANCE. Tuttavia, con la mia azienda, rivesto anche il ruolo di costruttore e sviluppatore. È proprio in questo ruolo che abbiamo potuto appurare come il colore delle facciate, realizzato con prodotti vernicianti, sia in grado, a fronte di un investimento ridotto rispetto ad altre soluzioni per la decorazione ed il rivestimento della facciata, di garantire un forte impatto estetico oltre ad una elevata efficienza energetica, quando abbinato al cappotto termico. Abbiamo realizzato diverse riqualificazioni anche all’interno della città di Milano – tra cui l’intervento di Via Pitteri 106 – facendo un attento uso del colore e ci siamo resi conto come questo possa avere un importante valore sociale, il colore migliora infatti fortemente la percezione da parte dei cittadini dell’ambiente in cui vivono. L’utilizzo del colore nelle riqualificazioni ha anche un risvolto importante per il mercato immobiliare: un edificio efficiente e con un impatto estetico positivo ha molte più probabilità di successo sul mercato immobiliare, nel breve e nel lungo termine”. Afferma Regina De Albertis, Vicepresidente Nazionale Giovani Imprenditori ANCE.

Dott. Massimiliano Bianchi, Amministratore Delegato Cromology Italia: Il continuo confronto con il mondo della progettazione, per la nostra azienda, è una fonte di arricchimento che ci spinge a proporre soluzioni sempre più efficaci

“Cromology è il leader italiano nel mercato delle pitture e prodotti vernicianti per architettura ed edilizia, siamo anche il 4° player a livello europeo. Detenere questa posizione comporta continui investimenti in innovazione che sono anche il frutto di una stretta collaborazione con il mondo della progettazione, delle costruzioni e dell’applicazione professionale dei prodotti. Urbanocromie – la collezione colori sviluppata per il nostro marchio Settef dall’Arch. Gianandrea Barreca – si innesta in questo percorso di ricerca e per Cromology non rappresenta un singolo episodio bensì l’avvio ufficiale di un percorso di studio continuo sulla progettazione del colore e su come questo possa cambiare in meglio il volto delle nostre città. Si tratta di un percorso che vogliamo compiere anche nei prossimi anni con progettisti e designer italiani. Questo lavoro di studio del colore si affianca alle attività di formazione che portiamo avanti già da alcuni anni sia mediante la nostra accademia CromoCampus sia mediante una ricca offerta di corsi di formazione online, a cui partecipano ogni anno diverse migliaia di progettisti italiani. Quest’anno i corsi online si concentreranno proprio sul colore in architettura e sulla sua progettazione”. Afferma Massimiliano Bianchi, Direttore Generale di Cromology Italia.

Arch. Giordana Ferri, Direttore Esecutivo Fondazione Housing Sociale: Il contributo del colore nell’housing sociale è fondamentale, ma deve essere affrontato nella maniera corretta

“Molte esperienze nel social housing europeo provengono dai paesi nordici, che adottano schemi colore in architettura piuttosto discordanti rispetto a quelli più caratteristici di Milano e delle nostre città. Nell’housing sociale dei paesi del nord Europa il colore sgargiante, utilizzato in maniera audace, è diventato quasi un simbolo distintivo per quella che una volta chiamavamo volgarmente edilizia popolare”. Afferma l’Arch. Giordana Ferri, Direttore Esecutivo Fondazione Housing Sociale. “Apprezzo molto il lavoro svolto dall’Arch. Gianandrea Barreca con la collezione Urbanocromie perché ritengo che sia la corretta evoluzione di ciò che possiamo considerare un gusto molto milanese, la collezione contiene infatti un’ampia selezione di colori non saturi, adatti alla nostra città. Ciò che mi auspico è che lo stesso approccio venga usato nella riqualificazione degli immobili di social housing della città: dobbiamo inserirli in un piano cromatico armonico e non contraddistinguerli mediante scelte cromatiche azzardate che si trasformano quasi in “etichette” che identificano ed indicano l’edilizia di minore pregio. Dobbiamo anche tenere a mente che gli immobili di housing sociale vengono spesso abitati dalla popolazione più giovane, che ha sì minore possibilità economica e minore accesso a finanziamenti per l’acquisto di immobili proprio perché giovane, ma ha anche una maggiore attenzione per l’architettura”.

Per maggiori informazioni: https://www.settef.it/urbanocromie/


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