Cannabis light, che succede ora?  

Scritto da il 20 giugno 2018

Cannabis light, che succede ora?

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Pubblicato il: 21/06/2018 12:19

Bloccare la vendita della cosiddetta ‘cannabis light‘. E’ quanto espresso dal Consiglio superiore di sanità in un parere richiesto a febbraio dal segretariato generale del ministero della Salute. La raccomandazione del Css, in possesso dell’AdnKronos Salute, è “che siano attivate, nell’interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti”.

A questo punto “è il ministro stesso – spiega la presidente del Consiglio superiore di Sanità, Roberta Siliquini – secondo quello che ritiene più giusto fare, a trasmettere il parere ad altri soggetti”.

CHE SUCCEDE ORA – Solitamente il Consiglio “esprime dei pareri al ministro della Salute” e questi pareri, aggiunge la presidente all’Adnkronos Salute, “sostanzialmente fanno parte di un dossier più ampio che può dar luogo a una discussione in sede politica e anche a ripercussioni legislative”.

COS’E’ – Cos’è il Consiglio superiore di sanità? Si tratta di un organo di consulenza tecnico scientifica che esprime parere su richiesta del ministro e “nei casi espressamente stabiliti dalla legge”, si legge sul sito del dicastero di Lungotevere Ripa. I pareri possono essere espressi anche “in ogni altro caso in cui le Direzioni generali ne facciano richiesta per l’adozione di provvedimenti normativi o amministrativi e nella eventualità che l’Autorità giurisdizionale richieda la consultazione dell’Organo per decidere contenziosi”. Il Consiglio può svolgere anche funzione consultiva propositiva.

LE FUNZIONI – Tra le sue funzioni: prendere in esame i fatti riguardanti la salute pubblica, su richiesta del ministro; proporre lo studio di problemi attinenti all’igiene e alla sanità; proporre indagini scientifiche e inchieste su avvenimenti di rilevante interesse nel campo igienico e sanitario; proporre all’amministrazione sanitaria la formulazione di schemi di norme e di provvedimenti per la tutela della salute pubblica; proporre la formulazione di standard costruttivi e organizzativi per la edificazione di ospedali, istituti di cura ed altre opere igieniche da parte di pubbliche amministrazioni.

I PARERI – Composto da 30 membri non di diritto, esperti nei vari settori della medicina e chirurgia e della sanità pubblica, nominati dal ministro della Salute, e da 26 componenti di diritto, come ricorda il sito del ministero, “il Consiglio esprime parere obbligatorio sui regolamenti predisposti da qualunque amministrazione centrale che interessino la salute pubblica; sulle convenzioni internazionali relative alla predetta materia; sugli elenchi delle lavorazioni insalubri e dei coloranti nocivi; sui provvedimenti di coordinamento e sulle istruzioni obbligatorie per la tutela della salute pubblica da adottarsi dal Ministero della salute, ai sensi dei nn. 2 e 3 dell’art. 1 della legge 13 marzo 1958, n. 296; sulla determinazione dei lavori pericolosi, faticosi o insalubri, delle donne e dei fanciulli e sulle norme igieniche del lavoro; sulle domande di attestati di privativa industriale per invenzioni e scoperte concernenti generi commestibili di qualsiasi natura; sulle modificazioni da introdursi negli elenchi degli stupefacenti; sul diniego e sulla revoca di registrazione delle specialità medicinali; sui servizi diretti a prevenire ed eliminare i danni delle emanazioni radioattive e delle contaminazioni atmosferiche in genere, che non siano di competenza delle unità sanitarie locali”.


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