Roventini: “Flat tax e pace fiscale follia Lega”  

Scritto da il 20 giugno 2018

Roventini: Flat tax e pace fiscale follia Lega

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 21/06/2018 15:51

La ‘pace fiscale’ sostenuta leader della Lega Matteo Salvini “mi sembra l’ennesima follia di politica economica del Carroccio, dopo la flat tax”. Così all’Adnkronos Andrea Roventini, docente all’Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e nei mesi scorsi entrato nel toto-ministri per la guida del Mef in quota M5S.

Il maxi sconto delle cartelle sotto i 100mila euro“è un condono, un’ennesima misura iniqua che, affiancata alla flat tax, ha l’effetto di aumentare le disuguaglianze e di non produrre crescita. Inoltre, diminuirà le entrate fiscali future visto che disabitua il contribuente a pagare le imposte”, attacca l’economista. “Una pacificazione – osserva – che favorisce le piccole imprese, come la flat tax, e non i dipendenti che le tasse le pagano già in busta e le pagano per tutti”. Roventini rileva come già l’Ocse abbia bocciato misure di questo tipo: “c’è un recente report – rileva – che indica tra le poche cose che l’Italia non dovrebbe fare un condono fiscale”.

Inoltre, incalza, “dire che la flat tax venga finanziata con la suddetta pace fiscale equivale a millantare, perché si tratta di finanziare un intervento pluriennale con una misura una tantum, che ridurrà le entrate fiscali future, mettendo dunque a rischio il consolidamento di bilancio pubblico”.

Ed è alla luce di questa considerazione che la linea della prudenza sui conti e dell’impegno per il consolidamento del neo ministro dell’Economia Giovanni Tria appare “in contrasto con la flat tax di Salvini, perché l’evidenza empirica dimostra che la flat tax porta sempre a deficit”.

La ricetta per il nuovo governo e per le trattative con l’Ue? Secondo Roventini “l’Italia deve sfruttare questa occasione per cooperare con gli altri partner Europei e sedersi ai tavoli per la riforma della zona euro”. Tra i primi passi “una riforma del fondo Esm, alla quale sto lavorando con Marcello Minenna, Roberto Violi e Giovanni Dosi”, quest’ultimo direttore dell’istituto di Economia della Sant’Anna, molto vicino ai pentastellati prima dell’alleanza di governo con la Lega. “L’Italia – conclude Roventini – deve andare con proposte concrete da discutere ai tavoli” con un punto fermo, insindacabile: “non ci si può lanciare nell’avventura di uscire dall’euro, è da irresponsabili”.


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