Mare: oltre 46 reati al giorno, soprattutto ‘mala depurazione’  

Scritto da il 21 giugno 2018

Mare sotto attacco, più di 46 reati al giorno

Pubblicato il: 22/06/2018 12:03

Crescono, nel 2017, i reati ai danni del mare contestati dalle forze dell’ordine: 7mila le infrazioni, oltre 46 al giorno, con un incremento rispetto all’anno precedente dell’8,5%. Le minacce sono sempre le stesse, a partire dalla ‘mala depurazione’ che in Italia continua a essere un’emergenza irrisolta. E se gli scarichi illegali riguardano un abitante su quattro del nostro Paese, non va meglio sugli altri fronti: tonnellate di rifiuti, soprattutto plastiche, continuano a finire in mare e sulle spiagge; il cemento abusivo invade anche i tratti costieri di maggior pregio e le trivellazioni petrolifere mettono a rischio il Mediterraneo.

I diritti dei cittadini continuano a non essere garantiti anche sul fronte dell’informazione e dell’accesso ai tratti di spiaggia liberi, mentre altri pericoli arrivano dai pescatori di frodo che fanno razzie e dai diportisti che sfrecciano senza alcun rispetto per il codice della navigazione. La fotografia del mare illegale viene scattata come ogni anno dal dossier Mare Monstrum 2018 di Legambiente, basato sul lavoro delle Forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto, presentato oggi.

Secondo il dossier, nel 2017 crescono dell’8% anche le persone denunciate e arrestate (19.564), così come i sequestri arrivati a 4.776 che segnano una crescita significativa in termini percentuali del 25,4%.

Quasi il 50% dei reati si concentra nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Sicilia,Calabria), che insieme al Lazio sono anche quelle che dominano la classifica nazionale. A livello regionale, il primato assoluto spetta alla Campania che detiene il record delle infrazioni (2.715, ossia il 15,9% del totale) così come quello delle persone denunciate e quello dei sequestri.

Al secondo posto c’è la Puglia che sale di una posizione rispetto al 2017, con il 12,3% dei reati, mentre scende di un gradino, ma resta sul podio, la Sicilia con il 12%. Stabili, al quarto e quinto posto, ci sono il Lazio con il 10,3% e la Calabria con l’8,7%. Seguono,con numeri non trascurabili, la Toscana e la Liguria, con il 7,6% dei reati, e la Sardegna con il 6,3%. Il Molise scalza la Campania dal primo posto se si valuta, invece, il numero di reati per chilometro di costa, sommando ben 6,1reati a chilometro (erano 5,8 nel 2017).

I reati più contestati sono quelli legati all’inquinamento delle acque e del suolo, derivanti da scarichi fognari fuorilegge, depuratori mal funzionanti o assenti, spandimenti di idrocarburi e contaminazioni del suolo: da soli raggiungono il 35,7% del totale delle infrazioni accertate. Seguono con il 27,7% la pesca illegale, quindi il cemento abusivo, con il 19,5%, e infine le infrazioni al codice della navigazione della nautica da diporto, che valgono il 17,1% della torta.

“Mare Monstrum ci restituisce uno spaccato di illegalità purtroppo ancora troppo rilevante. Le minacce ai nostri mari non sono gli esseri umani che scappano dai loro Paesi a causa di carestie, guerre e disastri, ma sono altre e ben note da tempo”, dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente ricordando trivellazioni, mala depurazione “per cui siamo stati condannati a pagare all’Ue una multa da 25milioni di euro, più 30 milioni ogni sei mesi finché non ci metteremo in regola”, cemento, marine litter e plastiche usa e getta.

“L’Italia – sottolinea Ciafani – deve intervenire immediatamente a partire dalla gestione delle acque reflue e dall’adeguamento del nostro sistema depurativo per contrastare questa emergenza che causa danni all’economia, al turismo e soprattutto all’ambiente. Questo, insieme a progetti di qualità e innovativi a tutela del mare, deve diventare una delle priorità dell’agenda politica e lo ribadiremo in questi due mesi di viaggio di Goletta Verde”.

Per combattere l’assalto al mare, salpa infatti oggi dalla Liguria Goletta Verde, la campagna di Legambiente che da oltre 30 anni effettua il periplo delle coste italiane per denunciare e contrastare i “pirati del mare”, informare e sensibilizzare i cittadini. Un viaggio in 22 tappe, da Chiavari a Trieste, che quest’anno avrà tra le priorità anche quella di affermare il ruolo centrale del Mediterraneo nelle politiche di accoglienza e integrazione.

Quest’anno l’imbarcazione di Legambiente farà tappa a Chiavari (Ge); Marciana Marina (Li); Giannutri; Santa Teresa di Gallura(Ot); Ostia (Rm); Vico Equense (Na); Marina di Camerota (Sa); Maratea (Pz);Giardini Naxos (Me); Marzamemi (Sr); Pozzallo (Rg); Roccella Jonica (Rc);Otranto (Le); Polignano (Ba); Peschici (Fg); Termoli (Cb); Vasto (Ch); Pesaro;Lido di Dante (Ra); Porto Garibaldi (Fe); Chioggia (Ve) e concluderà il suo viaggio il 12 agosto a Trieste.

Un’edizione realizzata grazie al sostegno di Conou, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner Novamont e Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio. La Nuova Ecologia e rinnovabili.it saranno invece media partner.

Durante la tappa toscana all’Isola d’Elba, Goletta Verde farà da madrina alla seconda edizione del progetto Vele Spiegate che quest’anno raddoppia: oltre all’Arcipelago toscano, insieme all’associazione Diversamente Marinai, centinaia di volontari condurranno un monitoraggio specifico su marine litter e biodiversità e saranno impegnati in azioni di sensibilizzazione ambientale.

Con il servizio Sos Goletta, Legambiente assegna un compito importante a cittadini e turisti, a cui chiede di segnalare situazioni anomale di inquinamento delle acque: tubi che scaricano direttamente in mare ma anche chiazze sospette. I tecnici del laboratorio mobile approfondiranno le denunce e le segnalazioni arrivate, per poi farle arrivare alle autorità competenti. Per inviare basta collegarsi al sito www.legambiente.it/golettaverde, oppure scrivere a [email protected]


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