Reddito di cittadinanza, il punto  

Scritto da il 22 giugno 2018

Reddito cittadinanza, il punto

(Foto Adnkronos)

Pubblicato il: 23/06/2018 09:40

Si tratta di un provvedimento “importante” che “consente, con stabilità sociale, di andare in modo un po’ più deciso verso riconversioni, ristrutturazioni, innovazione tecnologica: il mondo sta cambiando e l’Italia deve seguire la rivoluzione tecnologica e scientifica”. Così il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha risposto, in conferenza stampa a Lussemburgo, parlando del reddito di cittadinanza. Se da una parte il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ha fissato le regole, Tria ha frenato sui tempi: “Per il 2018, essenzialmente i giochi ormai sono quasi fatti, quindi ci muoveremo soprattutto, e dovremo farlo in modo molto rapido, con interventi di riforma strutturale che non hanno costi ma sono importantissime, per esempio per far decollare gli investimenti pubblici”.

Io nel reddito di cittadinanza ci credo e non arretreremo”, ha garantito Di Maio dal palco del XVII congresso della Uil. “Ci metteremo insieme con le forze politiche e anche quelle sociali che vorranno condividerlo per realizzarlo senza abiure”, ha poi aggiunto consapevole che si tratta di “uno strumento che crea le giuste obiezioni perché non lo conosciamo ma – ha sottolineato – l’obiettivo non è dare soldi a qualcuno perché stia su un divano ma per dire con franchezza: tu hai perso il lavoro e ora devi seguire un percorso per formarti ed essere reinserito nel mondo del lavoro. Ma ma siccome hai figli mentre ti formi io ti do un reddito e in cambio tu dai al tuo sindaco 8 ore di lavoro gratuito di pubblica utilità”.

Dell’obiettivo 2018 il ministro del Lavoro e dello Sviluppo ne aveva parlato a margine del Consiglio Lavoro e Politiche sociali a Lussemburgo: “Sia chiaro: io voglio partire subito” con il cosiddetto reddito di cittadinanza. “L’unica cosa che voglio fare è mettere in piedi, in sesto i centri per l’impiego, in modo tale che si eroga il reddito di cittadinanza, ho detto entro il 2018, quindi io spero di lavorare notte e giorno per arrivare a questo obiettivo”. Reddito di cittadinanza, aveva aggiunto, “che passa sicuramente per un intervento della programmazione economica europea dei prossimi anni”. Per Di Maio, tuttavia, “si deve erogare il reddito quando quella persona che prende il reddito può andare al centro per l’impiego, trovare un centro per l’impiego che lo orienta verso un percorso di formazione, che poi lo può portare verso il mondo del lavoro”. “Questo non significa portarlo alle Calende greche – aveva continuato Di Maio – sto solo facendo in modo da non creare una proposta assistenzialista.

“Non so a cosa si riferiva” il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Luigi Di Maio quando ha auspicato l’introduzione del reddito di cittadinanza entro quest’anno, “ma nelle mie discussioni con il ministro non si è mai entrati in questo dettaglio e non mi è stata mai espressa questa idea. Non posso esprimermi né a favore né contro, è una cosa che va vista in questo ambito”, è stata la replica di Tria a chi gli chiedeva se l’auspicio del vicepresidente del Consiglio, che comunque ha spiegato che prima vanno resi efficienti i centri per l’impiego, sia realizzabile o meno.

“Per il 2018 – ha aggiunto – il profilo di finanza pubblica, cioè gli aggregati di finanza pubblica, verranno mantenuti. Non c’è nessuna discussione. Poi quando si parla di reddito di cittadinanza, per prima cosa non commento quando detto da un altro ministro, ma è una misura importante, perché serve a dare stabilità sociale”. “Uno può già decidere delle misure oggi – ha concluso – ma quando entreranno in vigore saremo nel bilancio 2019. Dal mio punto di vista, bisogna vedere qual è l’effetto di spesa, o di maggiori entrate, speriamo, quando questo effetto si realizzerà. E’ chiaro che si rivendicano giustamente gli obiettivi del governo, ma non è che c’è un diretto impatto sui flussi di entrata o di uscita, e quindi sui saldi di bilancio”.


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