Arriva la Pontida di governo 

Scritto da il 23 giugno 2018

Arriva la Pontida di governo

Pubblicato il: 24/06/2018 12:38

La sua prima volta da segretario della Lega, nel maggio del 2014, dal ‘pratone verde’ Matteo Salvini, in felpa, spiegava che “da Pontida partiva la liberazione dall’euro di una Lega disponibile anche alle istanze della gente del sud”. Poi, lo scorso settembre, parlando dallo stesso palco, aveva giurato che sarebbe tornato da leader di governo.

Promessa mantenuta, con il ministro dell’Interno e vicepremier che di nuovo incontrerà i suoi per Pontida 2018, il prossimo primo luglio, mostrandosi già – sui manifesti di invito – in giacca blu e camicia bianca, con Alberto da Giussano spillato sul bavero e il claim in sottopancia che dice ‘il buonsenso al governo’.

Salvini sarà il front-man dell’evento, e chiuderà intorno alle 14 gli interventi. Dal palco, a quanto risulta, quest’anno però non sarà l’unico a prendere la parola, perché a parlare al popolo padano saranno anche i cinque ministri della Lega – da Giulia Bongiorno a Erika Stefani a Lorenzo Fontana, passando per Gian Marco Centinaio e Marco Bussetti – e i governatori di Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, i leghisti Attilio Fontana, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga.

A una settimana dall’evento, a quanto si apprende, il segretario Salvini sta meditando di avere a Pontida qualche big dei partiti alleati europei, e starebbe sondando tra Austria, dove ci sono gli alleati del partito della Libertà (Fpo), Francia (Front National di Marine Le Pen) e l’Olanda del populista Geert Wilders. Anche Umberto Bossi dovrebbe esserci. Il fondatore della Lega c’era l’anno scorso, ma non aveva parlato. Per scelta di Salvini, che aveva detto di volerlo così “preservare dai fischi”. Confermata la presenza del neocapogruppo al Senato, Massimiliano Romeo e di quello alla Camera, Riccardo Molinari.

“Il format sarà il solito – dice all’AdnKronos Alessandro Panza, responsabile organizzativo della Lega – la gente sul prato dalle 10 fino alle 14, quando chiuderemo i battenti, gli interventi dal palco”. Quest’anno si attendono più dei 50mila ospiti delle ultime edizioni: “C’è molto fermento, molto entusiasmo, già tanti sono i pulmann organizzati, che vengono da tutta Italia”, aggiunge Panza.

Sulla spianata tanti gazebo, punti ristoro, prodotti locali e gadget, dalle penne alle magliette e anche felpe di vario tipo, marchio di fabbrica del nuovo segretario. Il tutto sotto l’occhio vigile di 400 volontari, di cui 150 circa si occuperanno del servizio d’ordine. L’organizzazione delle aree ristoro, come sempre, invece spetta alla segreteria provinciale di Bergamo.

A Pontida non mancheranno i quasi ex ‘giovani padani’, che nel frattempo stanno cambiando nome (la nuova dicitura dovrebbe essere ‘Lega giovani’, più probabile di ‘giovani leghisti’ o ‘movimento giovani leghisti’). “Noi ci vediamo già sabato sera – spiega all’AdnKronos il coordinatore federale Andrea Crippa – saremo più di duemila ragazzi, con noi ci sarà anche il segretario Salvini”.

Dalle file dei giovani padani, che ora in 17 sono a Montecitorio, tra i banchi del Carroccio, non mancherà nessuno: “Ci siamo dati appuntamento alle 18.30 del 30 giugno – dice Crippa, appena nominato vicepresidente della Commissione affari europei di Montecitorio – e sarà una serata tra goliardia e politica, con tanti arrivi anche da Lazio, da Campania, Calabria, Abruzzo, Molise, Sicilia, Puglia, Sardegna, regione dove c’è il gruppo di giovani leghisti più forte, dopo quelli delle regioni del nord”.

Intanto è già in moto la macchina organizzativa: i costi per l’evento, negli ultimi anni si sono attestati sui 50mila euro, investiti principalmente per far fronte alla sicurezza, all’allestimento del palco e ai servizi attivi, un budget che resta invariato, ridotto all’osso anche visto che di liquidità in cassa, il Carroccio, non ne ha tanta: nell’ultimo bilancio si dichiarano infatti solo 41mila euro. Chi partecipa, assicurano dalla tesoreria della Lega, si paga da solo il viaggio, mentre non è prevista alcuna raccolta di soldi durante la festa.

Quella che va in onda il primo luglio è la 32esima edizione della festa della comunità del Carroccio (in alcuni anni ne sono state fatte due). Il tutto era iniziato nel 1990, il 19 maggio, quando Bossi, dopo aver fondato la Lega a dicembre, venne acclamato segretario dai lombardi sul pratone. Sulle note del ‘va pensiero’ di Verdi, il Senatur tuonava contro Roma Ladrona, mentre i suoi scandivano ‘se-ce-ssio-ne – se-ce-ssio-ne’.

Poi, con l’addio di Bossi alla segreteria, dopo un regno durato venti anni e dopo i guai giudiziari, nel 2012 Pontida non si fece. Il partito, viene affidato per alcuni mesi, dall’estate di quell’anno, a Roberto Maroni, per finire poi in mano a Matteo Salvini, che si siede a via Bellerio nel dicembre del 2013, con una Lega con consensi intorno al 4%. La svolta sovranista e identitaria, le aperture alle alleanze in Europa con la destra e poi, da ultimo, l’intesa con i Cinque Stelle per il governo gialloverde, o Legastellato, come preferisce chiamarlo il segretario del Carroccio, sono state le sfide finora vinte dal ‘capitano’.

Guardando indietro la battaglia sull’euro, da cui era partito Salvini a Pontida, è stata sacrificata in nome della governabilità, da ultimo con il passo di lato del ministro euroscettico Paolo Savona; quella per il Sud continua, con migliaia di tessere blu, quelle dei simpatizzanti che ora stanno comodamente nelle tasche di calabresi e siciliani che hanno scelto Salvinipremier.


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