Salvi i conti dem    

Scritto da il 23 giugno 2018

Salvi i conti dem

(Fotogramma)

Pubblicato il: 24/06/2018 15:42

Il bilancio del Partito democratico per il 2017 si è chiuso con un avanzo di 555.329 euro, un passo in avanti rispetto al buco da 9.465.745 euro registrato solo un anno fa. Un risultato, come si legge nella nota integrativa, “principalmente dovuto a tre fattori”: le somme derivanti dal 2xmille, “l’intensa azione di recupero delle quote dovute dai parlamentari morosi” e la “riorganizzazione del partito avviata nel corso del 2017”.

Le cifre del 2xmille sono da record, il Pd è stato il partito più ‘gettonato’ in assoluto in Italia con 7.999.885 euro di donazioni. Per quel che riguarda invece il recupero delle somme dovute da deputati e senatori dem, la vicenda per il Nazareno è stata più rocambolesca. Il tesoriere Francesco Bonifazi ne ha fatto una vera e propria crociata, lavorando su due fronti con una sorta di ‘Equitalia interna’ sui parlamentari del Pd e rivolgendosi alla magistratura per gli ex.

Alla voce “contributi provenienti da parlamentari” il Pd ha potuto così annotare la somma di 9.099.749 euro e Bonifazi, nella sua relazione al bilancio, sottolinea che questa somma comprende “l’importo di euro 1.667.640 relativo a crediti vantati dal Partito non ancora incassati alla data di chiusura dell’esercizio 2017 e per i quali è stata promossa relativa azione di recupero”. Si tratta di circa 60 decreti ingiuntivi nei confronti di diversi ex come Pietro Grasso (il Nazareno vanta un credito di 80mila euro nei suoi confronti), Simone Valiante (50mila), Guglielmo Vaccaro (43mila), Marco Meloni (10mila), tra i tanti.

Il tesoriere del Pd, è il caso di dirlo, non ha fatto sconti. E’ facile rilevarlo scorrendo le tabelle del bilancio relative al contributo di deputati e senatori. Oltre a tutti quelli che hanno versato la regolare quota di 1.500 euro al mese (18mila annui) a partire dall’ex premier Paolo Gentiloni, spiccano alcuni super versamenti frutto del recupero di arretrati.

Il recordman è Tommaso Ginoble con 57.750 euro. Giuditta Pini, già responsabile delle Feste dell’Unità, vanta un versamento di 55.500 euro. A seguire ci sono Vito Vattuone (51.000); Diego Crivellari (43.500), la ex responsabile Scuola Simona Malpezzi (43.000), Roger De Menech (40.000), Diego Zardini (39.402), Raffaele Ranucci (37.500), Chiara Gribaudo (35.500), Martina Nardi (35.000), Roberto Cociancich (33.000) e così via per un totale di 6.543.152 euro.

Il reggente Maurizio Martina, invece, non deputato nella passata legislatura ma ‘solo’ ministro, figura tra i contributori del Pd di Bergamo con 6mila euro. Altra voce con il segno ‘+’ nel bilancio è quella relativa ai contributi dei sostenitori del partito, a partire dai 25mila euro della ‘Algebris’ di Davide Serra e della ‘Venchi spa’. Tra i donatori, con 12.500 euro l’imprenditore Fabio Sbianchi, il ‘papà’ della scatola nera per le assicurazione auto e moto. Tra gli altri ci sono la ‘Bourelly health service’, trasporto sanitario, con 10.500 euro; Lia Ferrarini dell’omonima azienda agricola con 15mila euro; la ‘Risal srl’ con 15mila euro.

L’altra iniziativa determinante per il salvataggio dei conti dem è stato il taglio delle spese. La nota integrativa promette una “ulteriore razionalizzazione dei costi di struttura, attraverso una riorganizzazione del Partito e connessa riduzione dei costi”. L’intervento chiave in questo caso è stata la cassa integrazione per i dipendenti. Scrive ancora Bonifazi nella sua relazione: “Al fine di tutelare i lavoratori, il Partito chiederà una proroga della Cigs per ulteriori 12 mesi e costituirà un ufficio ad hoc al fine di facilitare la ricollocazione dei dipendenti“.

A bilancio, il Pd dichiara alla voce “costi per il personale dipendente” (150 persone) la somma di 6.724.225 euro. Tra le altre uscite, i dem hanno dichiarato come ‘spese collaboratori e consulenze’ 633.318 euro; come ‘spese elettorali (propaganda, organizzazione eventi, sondaggi)’ 2.576.621 euro; come spese ‘per godimento beni di terzi afferenti le sedi operative’ 712.170 euro; come spese ‘per manifestazioni, eventi e servizi elettorali in genere’ 282.522 euro.

Per il futuro dei conti del Nazareno, la nota integrativa sottolinea: “E’ stato predisposto un Piano di risanamento per il biennio 2018-2019, il quale prevede di conseguire negli anni di piano dei risultati economici in avanzo tali da ricostituire il Patrimonio netto del partito, assicurando allo stesso la capacità di continuare ad operare come una entità in funzionamento”.


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