Crollano le roccaforti rosse  

Scritto da il 24 giugno 2018

Cadono le roccaforti rosse

(Fotogramma)

Pubblicato il: 25/06/2018 11:34

Una catastrofe. Con le roccaforti rosse Toscana ed Emilia Romagna espugnate inesorabilmente dal centrodestra. Per il Pd, i ballottaggi delle amministrative sono un tracollo. Perde Massa, Pisa – dove la Lega è il primo partito e Siena. Perde persino Imola, che va ai Cinquestelle e Ivrea. Nei ballottaggi delle amministrative il centrosinistra esce sconfitto, incassando una sonora batosta, nonostante sia riuscito a imporsi ad Ancona, Teramo e Brindisi. Esemplare il caso Toscana, dove restano rosse solo tre città, Firenze (dove si voterà l’anno prossimo), Prato e Lucca, dove nel 2017 è stato riconfermato per il secondo mandato il candidato del Pd Alessandro Tambellini.

La caduta degli storici fortini toscani ha provocato uno scossone al Nazareno, dove il malumore è palpabile. Per l’ex ministro Carlo Calenda la “navigazione a vista sta portando il centrosinistra all’irrilevanza proprio quando l’Italia ne avrebbe più bisogno”. Calenda ha invitato ad “andare oltre Pd. Subito!”. Per l’ex ministro occorre “ripensare tutto: linguaggio, idee, persone, organizzazione. Allargare e coinvolgere su una nuovo manifesto” avverte Calenda, che ha rilanciato la proposta di un ‘Fronte repubblicano’.

Parole alle quali ha replicato il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina: “Sono d’accordo sul ripensamento complessivo, abbiamo tanto da cambiare nei linguaggi e nelle idee ma non sono d’accordo sul superamento del Pd. Credo nella ricostruzione di un campo progressista, democratico di centrosinistra con un Partito democratico rinnovato al centro”. Martina ha ammesso che la sconfitta in Tosca ed Emilia Romagna è “netta” e che “pesa parecchio”. “Sicuramente – ha commentato il segretario dem – nelle ex regioni rosse c’è una forte domanda di cambiamento che noi dobbiamo comprendere, e le elezioni amministrative confermano un cambio di fase. Ora dobbiamo ricostruire tutto su basi nuove”.

A parlare di “disfatta” in Toscana è anche il governatore della regione, Enrico Rossi, esponente di Liberi e Uguali. “È necessario un nuovo inizio, basato sull’unita, sulla ricomposizione e sulla responsabilità” ha sottolineato Rossi, secondo il quale “la sinistra si è sciolta e va ricomposta”.

Del resto, in Toscana, a parlare chiaro sono i risultati delle urne. A Massa Francesco Persiani, appoggiato dal centrodestra è stato eletto sindaco con il 56,62% dei voti. Ha sconfitto il sindaco uscente di centrosinistra Alessandro Volpi che si è fermato al 43,38%. Stesso scenario a Pisa dove Michele Conti (Lega, Fi e Fdi) è stato eletto sindaco con il 52,29% battendo il candidato di centrosinistra Andrea Serfogli.

A Siena, invece, non ce l’ha fatta a riconfermarsi il sindaco uscente Bruno Valentini. Al suo posto è stato eletto sindaco, Luigi De Mossi, sostenuto dal centrodestra che ha vinto il 50,80%. “Dopo 70 anni la destra governerà la città – ha commentato l’ex sindaco di Siena – li aspettiamo al varco”.


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