Nulla di fatto sui migranti  

Scritto da il 24 giugno 2018

Nulla di fatto sui migranti

(Afp)

Pubblicato il: 25/06/2018 08:50

Alla fine il vertice straordinario a 16 si è chiuso senza un’intesa. Un nulla di fatto per i leader arrivati a Bruxelles con l’intento di trovare un accordo sui migranti, prima del Consiglio europeo in calendario il 28 e il 29 giugno prossimi. Mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha ammonito contro chi “gioca con le paure” e la cancelliera tedesca Angela Merkel ha mostrato un’apertura, il premier Giuseppe Conte si è presentato a Bruxelles con un piano per risolvere l’emergenza migranti. Un progetto articolato in sei premesse e dieci obiettivi che mira a superare il regolamento di Dublino e “a proporre una puntuale politica di gestione e di regolazione dei flussi migratori, che sia realmente efficace e sostenibile” ha spiegato Conte.

Una proposta, quella esposta dal premier italiano Giuseppe Conte, che avrebbe ‘indirizzato’ il dibattito, nel senso che i capi di Stato e di governo avrebbero iniziato i rispettivi interventi esprimendo giudizi sulla proposta italiana. In particolare, giudizi positivi sarebbero arrivati dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e dal premier maltese Joseph Muscat. Merkel ha sottolineato che non si aspetta di raggiungere “una soluzione totale al problema delle migrazioni” al summit europeo della settimana prossima. Per questo, ha aggiunto, servono “accordi bilaterali o trilaterali che siano di mutuo beneficio”.

“Rientriamo a Roma decisamente soddisfatti. Abbiamo impresso la giusta direzione al dibattito in corso. Ci rivediamo giovedì al Consiglio Europeo” ha sottolineato in un tweet il premier Conte, facendo riferimento alla proposta italiana. Un piano che si snoda su alcune linee cardine. A partire dalla scissione del concetto di “porto sicuro di sbarco” da quello di “Stato competente ad esaminare le richieste di asilo”. In pratica, secondo il premier, occorre stabilire che esiste una “responsabilità comune tra gli Stati membri” dell’Ue “sui naufraghi in mare. Non può ricadere tutto sui Paesi di primo arrivo”.

Altro punto fondamentale per il presidente del Consiglio, quello di creare dei centri di protezione internazionale nei Paesi di transito dei migranti, per valutare le richieste di asilo e offrire assistenza giuridica ai migranti, anche al fine di rimpatri volontari. Secondo il presidente del Consiglio, occorre, “intensificare accordi e rapporti tra Unione europea e Paesi terzi”, quelli da cui partono o transitano i migranti, “e investire in progetti. Ad esempio la Libia e il Niger, col cui aiuto abbiamo ridotto dell’80% le partenze nel 2018”. Anche rafforzare le frontiere esterne è uno dei punti chiave della proposta italiana, un obiettivo su cui tra i Paesi Ue si registra un consenso generale. Infine, per Conte occorre “superare il criterio del Paese di primo arrivo”. “Chi sbarca in Italia – ha scandito il premier – sbarca in Europa“.

La proposta italiana ha ricevuto ‘timide’ aperture da parte di Francia e Spagna. Il premier spagnolo Pedro Sanchez, ha evidenziato “più punti di unione che punti di discrepanza”. Il primo ministro italiano, ha detto Sanchez, “ha presentato il suo piano nell’incontro: molte cose sono state incluse nella conversazione e su altre ha condiviso con noi le sue idee e le sue opinioni. Abbiamo ricevuto la sua proposta e la studieremo”.

“E’ stata una riunione utile” gli ha fatto eco Macron, rallegrandosi del fatto “che abbiamo un approccio d’insieme: non siamo focalizzati su uno solo degli aspetti migratori, abbiamo trattato delle soluzioni interne, della protezione delle frontiere e delle soluzioni interne, cioè dei movimenti secondari”.

Quindi il presidente francese ha ammonito: “alcuni cercano di strumentalizzare la situazione in Europa, per creare una tensione politica e giocare con le paure“. Francia e Spagna hanno proposto la creazione di ‘centri controllati’ per migranti sul territorio nell’Unione Europea, che siano un porto sicuro, dove sbarcare chi viene salvato in mare. Si tratterebbe, spiegano fonti di un Paese Ue, di centri di transito, in cui effettuare un primo triage, separando i migranti economici da chi veramente necessita della protezione internazionale.


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