“Me l’ha ordinato l’Isis”, confessa figlio di coppia uccisa  

Scritto da il 29 giugno 2018

Me l'ha ordinato l'Isis, confessa figlio di coppia uccisa

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 30/06/2018 12:34

“Sono stato io”. Dario Capecchi, 43 anni, ha confessato, durante l’interrogatorio con il pubblico ministero, il duplice omicidio del padre e della compagna del genitore avvenuto nella notte nella casa di Impruneta (Firenze) in cui vivevano tutti e tre. L’uomo, affetto da turbe psichiche, oltre alla confessione ha poi pronunciato frasi senza senso e farneticanti. “Me lo ha ordinato l’Isis“, avrebbe detto tra l’altro il 43enne a proposito del movente per cui avrebbe commesso il duplice delitto.

Oltre alla confessione da parte di Dario Capecchi altri indizi hanno portato all’emissione del decreto di fermo di indiziato di delitto da parte della procura. L’uomo è stato trovato nel boschetto vicino a Calenzano mentre indossava ancora i pantaloni e le scarpe macchiate di sangue. L’uomo si era cambiato soltanto la maglietta prima di uscire frettolosamente di casa, prendere la macchina e girovagare per tutta la notte nei dintorni. Al termine dell’interrogatorio Dario Capecchi è stato dichiarato in stato di fermo ed è stato trasferito nel carcere fiorentino di Sollicciano.

Considerato un soggetto psicolabile, Dario aveva comunque un’occupazione: era operaio in una fabbrica di terracotta a Impruneta. A trovare i corpi senza vita dei due pensionati è stato, intorno alle 11 di sabato, l’altro figlio di Osvaldo Capecchi. Ha telefonato alla centrale operativa dell’Arma annunciando la tragedia che si era consumata nella notte. Il figlio si è recato a casa del padre in quanto un vicino di casa del genitore lo aveva informato che in nottata c’era stata una violenta lite tra suo fratello Dario (convivente con il padre e la compagna) e il padre.

Precipitatosi nell’appartamento di via Longo, ha notato la porta di casa chiusa ed era entrato all’interno dell’appartamento facendo la macabra scoperta: in due stanze diverse (nell’ingresso-soggiorno e nella camera da letto della coppia), del corpo del padre, apparentemente senza vita e della sua compagna, anche lei priva di conoscenza.

Del fratello non vi era traccia: presumibilmente si era allontanato alla guida della propria autovettura Fiat Panda, un vecchio modello di colore nero. Sul posto sono giunti rapidamente i carabinieri del comando provinciale di Firenze, che hanno diramato immediatamente le ricerche del fratello, sospettato del duplice delitto.

Alle 12.45 il telefono cellulare del presunto assassino è stato localizzato dagli investigatori nel comune di Calenzano, nei pressi della località La Chiusa, dove è stato inviato il personale per le ricerche. Intorno alle 14 è giunta la segnalazione alla centrale operativa di un passante che aveva avvistato la Fiat Panda nera ferma sulla corsia di emergenza dell’A1 nel tratto autostradale in direzione nord che va da Calenzano a Barberino di Mugello. Poco dopo la Panda nera è stata effettivamente rinvenuta al km 273 dell’autostrada A1.

Una manciata di minuti prima delle 14 il personale della stazione dei carabinieri di Calenzano è riuscita a individuare e bloccare il fuggitivo poco distante dal luogo in cui aveva fermato e abbandonato il veicolo. Era uscito dall’autostrada percorrendo a piedi un boschetto limitrofo. Era in stato confusionale, mentre farfugliava frasi sconnesse. Si è fatto ammanettare senza opporre violenza. Finora il coltello non è stato trovato.


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