La ricetta di Silvio  

Scritto da il 30 giugno 2018

La ricetta di Silvio

(Afp)

Pubblicato il: 01/07/2018 06:47

Altro che partito unico. Per tornare a vincere e conquistare palazzo Chigi Silvio Berlusconi sogna un centrodestra unito e plurale, nel quale nessuna forza politica è autosufficiente. In questa prospettiva, come insegna la storia, secondo il leader azzurro, serve una forte componente di centro, espressione dell’elettorato moderato, aperta alla società civile, zeppa di volti nuovi, un mix di esperienza e giovani, spendibili sul territorio e competenti. Determinato a uscire dall’angolo e a smarcarsi dalla Lega, il Cav, raccontano, punta a riorganizzare il suo partito (serve una Fi diversa, completamente rinnovata, che resti saldamente ancorata al Ppe, va ripetendo come un mantra) e, nello stesso tempo, vuole andare avanti con ‘Altra Italia’.

Un progetto, quest’ultimo, più volte evocato in queste settimane: la prima nella lettera inviata al ‘Corsera’ dove annunciava la ‘rivoluzione azzurra’ con la nomina di un ‘vice’, un comitato esecutivo e un coordinatore nazionale unico; l’ultima ieri, in un’intervista a ‘Il Giornale’, dopo il periodo di remise en forme a Merano. Forse preoccupato dal rischio ‘salvinizzazione’ e dall’Opa leghista già in corso da mesi sul territorio, ma anche consapevole che finito un ciclo ogni brand di successo va rinnovato, l’ex premier, raccontano, è convinto che bisogna cambiare rotta in vista delle europee, quando sarà ricandidabile grazie alla ‘riabilitazione’.

Non a caso, sono tornare a circolare con insistenza le voci di imminenti cambi al vertice di Fi, già la prossima settimana: si parla del rinnovo dei coordinatori regionali e della nomina di Antonio Tajani come ‘vicepresidente’, rimasta fino ad ora congelata.

Ieri, in un messaggio di saluto inviato a un convegno a Selargius organizzato dal gruppo Ppe al Parlamento Ue e da Fi, Berlusconi è tornato a elogiare l’attuale presidente del Parlamento Ue: ”In questo momento Tajani è senz’altro la figura istituzionale più ascoltata e credibile in Europa”.

Tutti, in casa Fi, attendevano segnali forti e chiari dal loro leader sulla linea politica da tenere nei confronti del governo gialloverde. E da Arcore sono cominciate ad arrivare le prime risposte: una lunga nota a commento dei ballottaggi alle ultime comunali; due interviste a 360 gradi (dall’emergenza migranti al ruolo dell’Italia in Europa alla battaglia per calendarizzare al più presto il ddl Gelmini sulla legittima difesa).

Colpisce, in particolare, il passaggio dell’intervista al ‘Giornale’, dove l’ex premier insiste sulla necessità di un soggetto di centro per dare ‘garanzie’ agli elettori moderati che non si riconoscono nella Lega, nei cinque stelle e nella sinistra. ”Per essere vincente, il centrodestra deve essere plurale e deve avere una forte componente di centro, deve rappresentare quell’altra Italia equilibrata, fattiva, concreta, che non vuole slogan ma impegni realizzabili affidati a persone competente”, scrive Berlusconi confortato dalle recenti amministrative dove le posizioni identitarie della Lega raccolgono largo consenso, ma da sole non bastano, nonostante il ”periodo di luna di miele del nuovo governo”.


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