Ayo e le altre, chi sono le italiane d’oro   

Scritto da il 1 luglio 2018

Ayo e le altre, chi sono le italiane d'oro

Pubblicato il: 02/07/2018 14:36

Si chiamano Maria Benedicta Chigbolu, Libania Grenot, Raphaela Lukudo e Ayomide Folorunso. Professione: atlete azzurre. Sono loro le quattro ragazze d’oro che ieri hanno trionfato nella staffetta 4X400 ai Giochi del Mediterraneo, diventando poi protagoniste di una foto virale nelle ore in cui a Pontida si svolgeva il tradizionale raduno della Lega. Le atlete sono state immortalate in uno scatto rimbalzato sui social con l’hashtag #primeleitaliane – versione provocatoria del celebre motto della Lega ‘prima gli italiani’ – e interpretato da molti, come simbolo dell’Italia antirazzista, suscitando al tempo stesso le critiche del Carroccio.

Giovanissime e con un curriculum d’eccezione, Chigbolu, Grenot, Lukudo e Folorunso sono originarie, rispettivamente di Nigeria, Cuba, Sudan e Nigeria.

AYO, LA ‘PICCOLA’ DEL GRUPPO – Studentessa di medicina e aspirante pediatra, Ayomide Folorunso è la ‘piccolina’ del gruppo. Classe 1996, ‘Ayo’ è nata ad Abeokuta (Nigeria). La sua famiglia, si legge sul sito della Fidal, è originaria del Sud-Ovest della Nigeria, ma lei dal 2004 si stabilisce con i genitori – la mamma Mariam e il papà Emmanuel, geologo minerario – a Fidenza. Qui viene notata nelle competizioni scolastiche dal tecnico Chittolini e affidata a Maurizio Pratizzoli.

‘Ayo’ non riesce a vestire l’azzurro nei Mondiali under 18 del 2013 pur avendo ottenuto il minimo in ben cinque specialità, perché riceve il passaporto pochi giorni dopo la rassegna iridata. A giugno del 2015 viene arruolata nel gruppo sportivo delle Fiamme Oro, proveniente dal Cus Parma e l’anno seguente, agli Assoluti di Rieti, stabilisce il primato italiano under 23 dei 400 ostacoli con 55.54 migliorando il personale di oltre un secondo, ritoccato a 55.50 con il quarto posto in finale agli Europei di Amsterdam.

Semifinalista ai Giochi di Rio, dove realizza il primato italiano con la staffetta 4×400 azzurra, nel 2017 riesce a vincere due ori internazionali (Europei under 23 e Universiadi), e quest’anno ha corso il record nazionale italiano al coperto della 4×400 ai Mondiali indoor. Oltre agli studi in medicina, Ayomide è appassionata di letture fantasy e non manca di approfondire quotidianamente le Sacre Scritture nella comunità pentecostale alla quale appartiene.

MARIA BENEDICTA, IL DEBUTTO A 16 ANNI – Maria Benedicta Chigbolu, invece ha 28 anni ed è nata a Roma. Seconda di sei figli (tre fratelli e tre sorelle) la madre, Paola, è un’insegnante di religione, e suo padre, Augustine è un consulente internazionale nigeriano. Il nonno Julius è stato una celebrità in Nigeria: ha partecipato ai Giochi olimpici di Melbourne 1956 arrivando in finale nel salto in alto ed è stato anche presidente della Federatletica nigeriana. Il primo approccio con l’atletica si ha a 16 anni quando un professore dell’Istituto magistrale socio psicopedagogico Vittorio Gassman di Roma, notate le sue notevoli qualità fisiche, la indirizza al campo romano della Farnesina. Qui comincia a praticare l’atletica seguita da Fulvio Villa. Reclutata nell’Esercito, è allenata a Rieti da Maria Chiara Milardi. Sentimentalmente è legata al quattrocentista azzurro Matteo Galvan. Dopo il bronzo europeo della 4×400 nel 2016, Maria Benedicta ha realizzato il primato italiano con la staffetta azzurra ai Giochi di Rio. Laureata in scienze dell’educazione e della formazione, in passato si è dilettata anche come fotomodella.

RAPHAELA E LA PASSIONE PER DISEGNO E FOTO – 24 anni il 29 luglio, Raphaela Lukudo è nata ad Aversa (Caserta) ma la famiglia è originaria del Sudan. Dopo essersi trasferiti nel Casertano, quando ‘Raffaella’ ha appena due anni, i genitori si stabiliscono a Modena. Raphaela scopre l’atletica nel 2006, con il Mollificio Modenese, per diventare quindi una promessa del giro di pista sotto la guida tecnica di Mario Romano. Nel 2011, dopo aver dimostrato il suo valore ancora allieva ai Mondiali di categoria (semifinalista sul piano nonostante un infortunio alla vigilia della gara), si trasferisce per un paio di anni con la famiglia nei pressi di Londra, rientrando poi in Italia. Dal giugno 2015 si allena con Marta Oliva alla Cecchignola, nel centro sportivo dell’Esercito. Nella stagione indoor 2018 si è migliorata più volte fino a 52.98 (sesta italiana di sempre al coperto), realizzando poi il primato nazionale della 4×400 ai Mondiali. Studia scienze motorie ma ha frequentato l’istituto d’arte, conservando la passione per disegno e foto.

LIBANIA, TALENTO CUBANO – A Cuba Libania Grenot era considerata un talento. Classe 1983, è figlia di Francisco, un sindacalista, e Olga, lgiornalista. L’ultima apparizione con la maglia rossoblù e la stella è stata quella dei Mondiali di Helsinki 2005. Poi l’avventura italiana propiziata dal matrimonio, nel settembre 2006. Un anno di inattività praticamente completa, quindi la ripresa con il tecnico Riccardo Pisani a Tivoli. La cittadinanza arriva ad aprile 2008 aprendole la strada per il primo miglioramento del record italiano dei 400, da lei portato nel 2009 a 50.30. Dalla fine del 2011 si allena in Florida seguita dal tecnico statunitense Loren Seagrave. Nel 2014 la consacrazione internazionale con la vittoria agli Europei di Zurigo, mentre il 27 maggio 2016 è diventata primatista italiana dei 200 metri (22.56) a Tampa, negli Stati Uniti. Libania conferma il titolo continentale nel 2016 ad Amsterdam, dove conquista anche il bronzo con la 4×400 azzurra, poi la sua prima finale olimpica individuale a Rio, seguita dal record italiano in staffetta.


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