Commissioni al palo  

Scritto da il 1 luglio 2018

Commissioni al palo

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 02/07/2018 07:19

Commissioni pronte, allo start, e in attesa del verde di un semaforo rallentato da un avvio di legislatura inedito. Son passati ormai quattro mesi dalle elezioni del 4 marzo, ma il governo di Giuseppe Conte ha giurato solo il 5 e 6 giugno e le 28 commissioni permanenti di Camera e Senato si sono insediate solo una decina di giorni fa. Se è forte l’ansia di mettersi al lavoro prima dell’avvento del ‘generale agosto’, senatori e deputati devono fare i conti con una relativa mancanza di materia prima (anche se depositati, ma non assegnati, risultano già moltissimi, nell’ordine delle centinaia, disegni di legge), a cominciare dalla mancanza di atti di un governo nato da poco, dopo un contratto particolarmente laborioso tra forze antagoniste alle elezioni.

Pesa anche la cautela dei parlamentari, molti dei quali alla prima esperienza, dell’inedita maggioranza chiamata a muoversi entro i binari del famoso ‘contratto’ tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. In questo quadro le commissioni, veri polmoni dell’attività legislativa, comunque questa settimana muoveranno i primi passi: ma essenzialmente in sede consultiva su atti ‘ereditati’ e, in alcuni casi, con le tradizionali comunicazioni, nelle rispettive sedi di competenza, dei singoli ministri del nuovo esecutivo sugli indirizzi politico-programmatici dei dicasteri.

Sono già in calendario, per esempio, per domani, l’audizione del ministro dell’Economia Giovanni Tria nelle commissioni V riunite di Camera e Senato, mentre in nona commissione Senato (riunita con quella della Camera), le comunicazioni del ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, per giovedì 5 luglio, come quelle del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, sempre a palazzo Madama. Si terranno, invece, la settimana successiva, mercoledì 11 luglio le comunicazioni del Guardasigilli Alfonso Bonafede in commissione Giustizia. In X commissione Industria è in via di definizione l’appuntamento con il vice premier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio.

A palazzo Madama il nuovo Regolamento consentirà di recuperare in fretta e di trattare in tempi molto più rapidi i disegni di legge in commissione, visto che ‘di default’ è stabilito che i testi saranno assegnati in sede deliberante o redigente. E prevede anche una razionalizzazione delle competenze. Per esempio, la commissione Lavoro, adesso, oltreché di lavoro privato si occuperà anche di ciò che attiene al pubblico impiego e che prima, invece, in qualche misura ‘ingolfava’ i lavori della commissione Affari costituzionali.

La commissione Politiche dell’Unione europea, inoltre, è ascesa a pieno titolo a organismo competente non solo per la legge comunitaria ma per tutti gli atti che investono il principio di sussidiarietà. E ad essa dovranno fare riferimento le altre commissioni per i ddl che incidono su quel versante del rapporto con l’Ue.

Insomma, gli strumenti regolamentari ci sono tutti, manca ancora, però, la materia prima, le proposte legislative. Ecco perché, a parte le comunicazioni dei ministri già citate, il grosso dell’attività delle 14 commissioni sarà legata a pareri da dare su decreti legislativi in esecuzione di delega o atti diversi.

I più rilevanti dei quali appaiono i pareri previsti dalla commissione Giustizia (ora all’esame della seconda commissione di Montecitorio) rispetto alla riforma Orlando dell’ordinamento penitenziario (in particolare, in scadenza, ci sono il lavoro penitenziario, i condannati minorenni, la ‘giustizia riparativa’). La commissione Lavoro, all’ordine del giorno, ha il provvedimento sugli ammortizzatori sociali in deroga, già approvato dalla Camera.

Ci sarebbero poi, ma resta da vedere se saranno ripresentate, proposte da ‘ripescare’ dalla scorsa legislatura, perché approvate da un solo ramo del Parlamento. A titolo esemplificativo: le norme sulla demolizione delle case abusive, sulla riorganizzazione dell’attività di consulenza finanziaria, sull’esercizio abusivo delle professioni, sulla modifica dell’art.272 del Codice penale relativo al vilipendio del Capo dello Stato, sull’istituzione del Comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali.

Anche alla Camera le commissioni sono prevalentemente impegnate con audizioni e con l’esame di atti del governo, ma intanto in commissione Affari costituzionali domani inizia l’esame della proposta per costituire la commissione bicamerale Antimafia e in commissione Ambiente (oltre al decreto terremoto) inizia quello della commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti. Oltre ai decreti della riforma Orlando già citata, l’emergenza giustizia a Bari, in seguito all’inagibilità dell’edificio che ospita il Tribunale, è al centro delle audizioni della commissione Giustizia nella giornata di domani.


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