Elicottero e fumogeni, evasione da film in Francia 

Scritto da il 1 luglio 2018

Elicottero e fumogeni, evasione da film in Francia

(Afp)

Pubblicato il: 02/07/2018 15:05

Un’evasione da film. La fuga del rapinatore Redoine Faïd dal carcere francese di Reau, nella Seine-et-Marne, somiglia sempre più ad una scena cinematografica man mano che emergono i dettagli. L”impresa’, secondo gli elementi citati da Le Figaro, è durata 10 minuti.

L’elicottero, con un commando di 3 uomini armati che hanno preso in ostaggio il pilota, è atterrato nell’unica area del penitenziario non protetta da una rete anti-aerea. L’azione, con ogni probabilità, è stata programmata anche sulla base dei dati raccolti con l’utilizzo di droni. Insomma, nulla lasciato al caso da parte di Faïd e dei suoi complici, che hanno lanciato fumogeni nel cortile.

Faïd era a colloquio con il fratello Brahim nel locale predisposto per gli incontri tra detenuti e parenti. A vigilare sul colloquio ci sarebbe stato solo un agente. Il commando ha infranto un vetro e il detenuto ha potuto raggiungere l’elicottero. Le autorità, dal quadro che emerge, non avrebbero brillato per efficienza e la ministra della Giustizia, Nicole Belloubet, non ha potuto evitare di ammettere che “potrebbe esserci stata” una grave carenza alla base della riuscita evasione.

L’elicottero, con il pilota traumatizzato ma sano e salvo, è stato ritrovato a circa 50 km dal carcere. L’evaso, invece, si è dileguato a bordo di un’auto che ha imboccato l’autostrada. Da ieri, sulle sue tracce, quasi 3000 agenti.

Faïd stava scontando una condanna a 25 anni dopo una rapina compiuta nel 2010 e finita con l’uccisione di una poliziotta. L’evasione compiuta ieri non è la prima nella carriera del criminale che nel 2013 era riuscito a fuggire dal carcere di Lille con un’operazione nella quale erano stati utilizzati esplosivi e presi 4 agenti in ostaggio.

La latitanza, in quel caso, durò 6 settimane e si concluse con una condanna supplementare ad altri 10 anni. In aula, come ricorda Le Parisien, Faïd mostrò un pentimento che -evidentemente- non si è rivelato autentico: “Non lo rifarei”.


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