“240 euro al mese per figli a carico”, la proposta Pd   

Scritto da il 2 luglio 2018

240 euro al mese per figli a carico, la proposta Pd

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Pubblicato il: 03/07/2018 15:26

Un contributo di 240 euro al mese per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza ai 18 anni e fino a 400 euro al mese da zero a 3 anni per asilo, babysitter e altri servizi. E’ quanto prevede la proposta di legge presentata dal Pd per ‘riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e la dote unica per i servizi’. Una proposta che raccoglie e semplifica le 12 misure esistenti a favore delle famiglie con un aumento di circa 10mld sui 20 attuali a sostegno di natalità e genitorialità.

ASSEGNO UNICO – La proposta del Pd prevede, per l’assegno, un contributo di 240 euro al mese per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza fino a 18 anni e fino a 80 euro al mese dai 18 ai 26. L’assegno viene maggiorato per i figli con disabilità. “Una proposta equa, realistica e concreta che proponiamo all’attenzione del governo: ci dicano quando e come discutere in Aula a siamo pronti. Sull’efficacia delle proposte noi battiamo la maggioranza”, ha spiegato il reggente Pd Maurizio Martina.

DOTE UNICA PER SERVIZI – La dote prevede fino a 400 euro al mese per ogni figlio a carico da zero a 3 anni per asilo, babysitter e altri servizi. L’importo si riduce da 3 a 14 anni ma la dote viene maggiorata per ogni figlio con disabilità. “L’agenda del Pd non guarda alle polemiche ma ai bisogni delle persone – ha spiegato il capogruppo alla Camera Graziano Delrio – E’ una agenda sociale contro la demagogia che mette a sistema le proposte fatte dal Pd in questi anni”.

PROPOSTE PD – Per Martina, così “dimostriamo con le nostre proposte le nostre idee l’alternativa politico/culturale al governo gialloverde, una alternativa possibile, con il Pd al centro, a questa maggioranza”. Il reggente dem ha anticipato che, dopo la proposta sul Rei e questa sulla natalità e genitorialità, il Pd presenterà un altro ‘pacchetto’ per introdurre “il salario minimo legale per chi non ha contratto nazionale con il taglio del costo del lavoro di 4 punti in 5 anni”. Martina ha sottolineato ancora: “Da qui parte un percorso, faremo vivere queste proposte nel Paese, fino a settembre lavoreremo all’ascolto e alla condivisione delle nostre proposte in tutte le feste dell’Unità e in tutto il Paese”.


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