Zucchero e gli altri visti dall’ex manager  

Scritto da il 4 luglio 2018

Zucchero e gli altri visti dall'ex manager

Sanremo 10 febbraio 2017. Zucchero (Foto Adnkronos/Cristiano Camera)

Pubblicato il: 05/07/2018 11:32

Grazie è una parola che l’artista non conosce quasi mai“. E’ questo l’incipit del libro di Michele Torpedine ‘Ricomincio dai tre’. Manager di artisti del calibro di Orietta Berti, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Zucchero, Pino Daniele, Gianna Nannini, Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli, Giorgia, Cristiano De Andrè, Biagio Antonacci e, adesso, Il Volo, Torpedine, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe, racconta di come “le vite degli artisti che ho creato si sono intrecciate con la mia”.

I tre del titolo sono Il Volo (Gianluca Ginoble, Ignazio Boschetto e Piero Barone), con cui ha ritrovato il successo, che gli hanno ridato l’ossigeno perché, scrive, “La musica l’ho amata. E la amo ancora. Il mondo della musica meno”. Perché se a quei tre ragazzini che ha visto e fatto crescere professionalmente negli anni ha dovuto chiedere di smettere di dirgli grazie, non è stato così per altri artisti con i quali ha lavorato. Fa nomi e cognomi Torpedine. Tra questi c’è quello di Zucchero che “era un cantante al capolinea prima ancora di cominciare, la Polygram stava per mollarlo e le banche stavano per togliergli la casa che non aveva i soldi per pagare – io l’ho portato a vendere con un solo disco un milione e duecentomila copie”.

La polemica scorre tra le pagine del libro. Per la Polygram “Zucchero è un morto che cammina”, racconta Torpedine, “scriveva discrete canzoni” ma “non era ancora un nome”. Lui però ha insistito, ci ha creduto ma quel grazie, secondo quanto racconta nel libro, non è mai arrivato. “Il successo ti cambia – scrive ancora – o forse come dice qualcuno è solo l’amplificatore di ciò che sei sempre stato: se sei una bella persona, rimani tale; se eri uno stronzo povero e sconosciuto ti trasformi in uno stronzo ricco e famoso, quindi ancora più stronzo”. “Contro Zucchero non ho niente, sia chiaro. E’ un grande artista… E’ un gran lavoratore… Lo stimo sì, ma credo di avere il diritto di parlare di tutti i suoi limiti” afferma il manager raccontando aneddoti sulla carriera musicale dell’artista emiliano negli anni in cui hanno lavorato insieme, di ciò che sta dietro ad alcuni dei suoi più grandi successi, da ‘Diamante a ‘Come il sole all’improvviso’.


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