Come funziona il diritto d’asilo  

Scritto da il 5 luglio 2018

Come funziona il diritto d'asilo

(Afp)

Pubblicato il: 06/07/2018 06:54

Controlli più rigorosi sulle richieste di asilo. E’ questo uno dei contenuti della circolare inviata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini alle prefetture italiane e ai responsabili delle commissioni per il riconoscimento delle tutele internazionali. Una direttiva che invita a esaminare con rigore il sistema di concessione del permesso di soggiorno umanitario rilasciato dalle questure per gravi motivi umanitari o in caso di riconoscimento di forme di protezione temporanea. Ma cosa prevede il diritto d’asilo? E come funziona?

COS’E’ – Il diritto d’asilo è una nozione giuridica che consente a una persona perseguitata nel suo paese d’origine di chiedere protezione a un’altra autorità sovrana o a un paese straniero. Un richiedente asilo, quindi, è colui che trovandosi fuori dal proprio Paese presenta domanda di asilo in un altro Stato al fine di ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato (in base a quanto prevede la Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951) oppure per ottenere altre forme di protezione internazionale. Il richiedente asilo ha diritto di soggiornare nel Paese competente a esaminare la sua domanda fino al momento della decisione finale.

RIFUGIATO – La Convenzione di Ginevra sui rifugiati, che l’Italia ha firmato, all’articolo 1 definisce ‘rifugiato’ “chiunque nel giustificato timore d’essere perseguitato per ragioni di razza, religione, cittadinanza, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza e non può o, per tale timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato; oppure chiunque, essendo apolide e trovandosi fuori dei suo Stato di domicilio in seguito a tali avvenimenti, non può o, per il timore sopra indicato, non vuole ritornarvi”.

PROTEZIONE SUSSIDIARIA – C’è poi la ‘protezione sussidiaria’, una forma di protezione che viene riconosciuta nel caso in cui il richiedente asilo non possa tornare nel suo paese d’origine perché, a causa di un conflitto armato, rischierebbe di subire “un grave danno”. E’ la condizione, ad esempio, di chi fugge da un luogo in cui è in corso una guerra.

PROTEZIONE UMANITARIA – La terza categoria di protezione internazionale, è quella riconosciuta al beneficiario di protezione umanitaria, il quale, anche se non ha diritto alla protezione internazionale ha comunque bisogno di una forma di assistenza o protezione in quanto no può essere allontanato per via di gravi condizioni personali.


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