Informatore scientifico aggredito da paziente  

Scritto da il 8 luglio 2018

Informatore scientifico aggredito da paziente

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 09/07/2018 13:03

Brutale aggressione” ai danni di un informatore scientifico del farmaco fuori da un ambulatorio in provincia di Bari. A denunciare quanto accaduto “venerdì mattina verso le 9.30 in uno studio medico di Castellana Grotte” è la Federazione delle associazioni degli informatori scientifici del farmaco e del parafarmaco (Fedaiisf), secondo cui “ad arrivare alle mani sono stati un paziente in attesa, originario del posto, e un informatore scientifico di Torre a Mare (Bari) di 51 anni”.

“Stando a quanto appreso – riferisce la Federazione – la lite avrebbe avuto inizio all’arrivo dell’informatore nell’ambulatorio e sarebbe scaturita dall’insofferenza del paziente rispetto all’appuntamento tra il medico e il professionista, che avrebbe inevitabilmente ritardato di qualche minuto la sua visita“. Una rabbia che degenera in “rissa” quando il paziente “dalle parole è passato ai fatti all’esterno dello studio medico. Aggredito in una specie d’agguato, l’informatore scientifico è caduto a terra dove ha continuato a subire calci e pugni, fino a che è intervenuto il medico, chiamato da un collega, che ha messo fine all’aggressione, probabilmente salvandogli la vita. Chiamato il 118, l’Isf è stato trasportato al Policlinico di Bari per gli accertamenti del caso. Sul posto, oltre all’ambulanza, sono intervenuti anche i carabinieri di Castellana Grotte” e l’aggressore “è ora in stato di fermo”.

Osservando quanto sia “grave il fatto che nessuno dei presenti sia intervenuto per impedire il misfatto”, Fedaiisf esprime “solidarietà a Massimiliano” e “sdegno per l’incredibile accaduto”. La Federazione delle associazioni di categoria si è detta “pronta a costituirsi parte civile, perché un’aggressione del genere può capitare a ogni Isf”.

Ho avuto 15 giorni di prognosi“, ha comunicato l’informatore scientifico aggredito a Fedaiisf via Sms, sempre secondo quanto riporta la Federazione di categoria. “Non sono ancora in grado di gestirmi e stare solo. Chiunque ha subito forti traumi in faccia e alla testa sa che va così”, ha aggiunto. “Purtroppo siamo altamente a rischio – ha proseguito – Dobbiamo aumentare la consapevolezza di essere potenzialmente ogni giorno di più oggetto di prepotenze, violenze e rabbia di gente di ogni risma. E quindi, se è possibile, aumentare ancora di più la soglia di attenzione”.

“Molti i messaggi di solidarietà che ci sono giunti – riprende la Federazione che rappresenta gli informatori del farmaco – Molti hanno sottolineato il clima ostile per l’assurdo processo di criminalizzazione della categoria degli Isf” e “altri ci dicono che questi episodi si ripetono quotidianamente, fortunatamente non sempre di questa portata, dalle violenze verbali alle minacce fino alle vie di fatto”. L’auspicio è quello di “una ferma condanna da parte di Fnomceo”, la Federazione nazionale Ordini dei medici, e di “una presa di coscienza del nostro difficile ruolo”.

“Ora le varie autorità sanitarie, Farmindustria, sindacati – conclude Fedaiisf – devono rendersi conto che non c’è più tempo da perdere: deve essere riconosciuto e fatto conoscere il ruolo di legge dell’Isf, a cui va anche riconosciuto il rispetto per la professione che svolge e la dignità umana a cui ha diritto”.


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