Reati ambientali, più di 3 ogni ora  

Scritto da il 8 luglio 2018

Reati ambientali, più di 3 ogni ora

(Fotogramma)

Pubblicato il: 09/07/2018 14:13

Nel 2017 è record di arresti per crimini contro l’ambiente e per le inchieste sui traffici illeciti di rifiuti. Dal Rapporto Ecomafia 2018 di Legambiente spiccano infatti le 538 ordinanze di custodia cautelare emesse per reati ambientali nel 2017 (139,5% in più rispetto al 2016). La sempre più efficace e diffusa applicazione della legge 68 e l’impennata delle inchieste sui traffici illegali di rifiuti sono all’origine dell’incremento registrato nel 2017 degli illeciti ambientali, che sono 30.692 (+18,6% per cento rispetto all’anno precedente, per una media di 84 al giorno, più o meno 3,5 ogni ora), del numero di persone denunciata (39.211, con una crescita del 36%) e dei sequestri effettuati (11.027, +51,5%).

La legge 68 sugli ecoreati, afferma il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, “è stata una grande conquista. I risultati stanno arrivando e ce ne saranno ancora altri se riusciamo a migliorarla”. La legge, infatti, “dopo tre anni va ‘tagliandata’”. Gli articoli sull’attività illecita di rifiuti e il traffico non organizzato dei rifiuti, spiega il ministro, “troppo spesso vengono derubricati da delitto a contravvenzione. Ritengo debbano diventare reati-delitti” .

Tra le proposte del ministro anche quello di istituire “un fondo unico di garanzia ambientali” , cui si aggiunge “il sequestro a fini di confisca allargato per chi commette illeciti ambientali. Chi commette un reato ambientale e non sa giustificare i proventi della propria attività, allora subisce la confisca dei beni. La legge esiste già, basta linkarla all’ambiente e dare tutto al fondo unico” conclude Costa.

Nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso è stato verbalizzato il 44% del totale nazionale di infrazioni. La Campania è la regione in cui si registra il maggior numero di illeciti ambientali (4.382 che rappresentano il 14,6% del totale nazionale), seguita dalla Sicilia (3.178), dalla Puglia (3.119), dalla Calabria (2.809) e dal Lazio (2.684).

Il settore dei rifiuti è quello dove si concentra la percentuale più alta di illeciti, che sfiorano il 24%. A completare il quadro, un fatturato dell’ecomafia che sale a quota 14,1 miliardi, una crescita del 9,4%, dovuta soprattutto alla lievitazione nel ciclo dei rifiuti, nelle filiere agroalimentari e nel racket animale.

Anche in questa edizione di Ecomafia emerge che in Italia si continua a costruire abusivamente: secondo le stime del Cresme, nel 2017 in Italia sarebbero state costruite circa 17.000 nuove case abusive. Spaziando dall’abusivismo classico, che risale alle stagioni delle pesanti speculazioni immobiliari e dell’assalto alle coste, e quello di nuova matrice, meno maestoso e appariscente, più nascosto ma sempre presente.

In crescita i reati nel settore agroalimentare, che toccano quota 37mila. Ci sono inoltre 22mila persone denunciate e/o diffidate, 196 arresti e 2.733 sequestri. Settori particolarmente colpiti quello ittico, della ristorazione, di vini e alcolici, della sanità e cosmesi e in genere nel campo della repressione delle frodi nella tutela della flora e della fauna.

Infine, è ancora allarme sugli shopper fuori legge, che inquinano ambiente e mercato, con sacche di illegalità diffuse in tutto il paese. Come ricorda l’Osservatorio Assobioplastiche, in media 60 buste su 100 in circolazione sono assolutamente fuori norma. Serve dunque intensificare i controlli a tutela dell’ecosistema, dei consumatori e del settore industriale della chimica verde. Sono i mercati rionali di ortofrutta e i negozi al dettaglio a immettere sacchetti ormai fuori legge.


Le opinioni dei lettori

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà visibile agli altri utenti. I campi obbligatori sono contrassegnati con l'asterisco *


Radio Veronica Classic

Current track
TITLE
ARTIST

Background