Tensione nel governo sui voucher  

Scritto da il 9 luglio 2018

Tensione nel governo sui voucher

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 10/07/2018 09:13

Sfida nel governo sui voucher. Da una parte c’è la Lega che vorrebbe reintrodurli in alcuni settori, dall’altra il M5S più diffidente. Perché, se i voucher verranno “reintrodotti per sfruttare di nuovo la gente, allora si troverà un argine, anzi un muro in cemento armato del Movimento 5 Stelle”, afferma il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio che attacca: “Non accetto nessun ricatto del tipo o ci fate sfruttare i nostri giovani oppure noi licenziamo”. “In agricoltura, nel turismo e nei lavori stagionali servono a combattere il lavoro nero”, è invece la posizione del ministro dell’Interno Matteo Salvini che aveva già detto: “I voucher sono stati ipocritamente cancellati per una scelta politica, ma in alcuni settori sono fondamentali e vanno reintrodotti”. Parole che avevano trovato il plauso del ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, il quale si è detto pronto a reintrodurre i voucher in agricoltura, come peraltro previsto nel contratto di governo.

Il voucher (o buono lavoro), come strumento di retribuzione del lavoro occasionale è stato introdotto nel 2003 dal secondo governo Berlusconi. Ogni voucher aveva un valore di 10, 20 e 50 euro. Tramite la procedura telematica sul sito dell’Inps, il committente poteva acquistare i buoni lavoro in diverse modalità: pagamento online, modello F24 Elide o bollettino postale. Per il lavoratore il tetto dell’importo era di 7mila euro. I ‘vecchi’ voucher sono stati aboliti lo scorso anno dal governo Gentiloni e poi riformulati con il decreto legge 50, convertito dalla legge 96/2017 che distingue tra utilizzo non professionale (libretto famiglia, da utilizzare ad esempio per colf e badanti) e utilizzo professionale (tramite il contratto di prestazione occasionale). Inoltre è stato introdotto un tetto unico ai compensi da 5mila euro, ma il lavoratore non può ricevere più di 2.500 euro all’anno dal medesimo datore di lavoro.

“Se vogliamo discutere della natura per cui erano nati i voucher per specifici lavori che non sono a rischio sfruttamento – ha spiegato Di Maio – ma richiedono un tipo di pagamento quotidiano specifico, non abbiamo mai detto di essere contrari anzi è nel contratto di governo”. Ma, avverte, “deve essere chiara una cosa: non permetteremo a nessuna forma giuridica di introduzione dei voucher che lasci aperte delle strade che portano poi allo sfruttamento dei nostri giovani e meno giovani. Questo è lo spirito con cui affronta il tema dei voucher come affronta il tema della precarietà”, ha sottolineato il vicepremier. Insomma, “se si vogliono reintrodurre i voucher per sfruttare la gente il M5s voterà contro. Se si reintroduco i voucher per specifiche mansioni e non per sfruttare i lavoratori allora ne possiamo parlare”, è la posizione dei 5 Stelle.

“Se il Parlamento vuole fare delle proposte migliorative ben venga – proseguito Di Maio – L’importante è che non si entri mai più nel ragionamento per cui si dice o ce li fate sfruttare o li licenziamo”. L’impegno “che ho assunto come ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico è quello di abbassare il costo del lavoro per permettere l’utilizzo dei contratti a tempo indeterminato ad un più basso costo per le imprese”, ha concluso.

Quello dei voucher “può essere uno strumento giusto e molto importante”, ha commentato dal canto suo Tito Boeri, presidente dell’Inps, a Sky Tg24 Economia. “In Italia quando c’è un abuso di qualcosa, si tende a eliminarlo. Noi avevamo fatto delle proposte per evitare questi abusi e limitare l’uso dei voucher alle giuste fattispecie” anche perché oggi, ha spiegato Boeri, “è uno strumento del quale riusciamo a gestire la transazione. E’ tracciabile, possiamo assicurarci che vengano pagati i lavoratori e i contributi, perché chiediamo alle aziende il versamento della remunerazione prima che venga effettuato il lavoro”.


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