Boom della tv ‘liquida’  

Scritto da il 10 luglio 2018

Boom della tv 'liquida'

(Fotogramma)

Pubblicato il: 11/07/2018 13:11

La ‘tv liquida’ è ormai una realtà ‘consolidata’. Lo ha sottolineato il presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, in uno dei passaggi dedicati alla televisione della Relazione annuale dell’Autorità, illustrata oggi alla Camera. “La tv – ha detto Cardani – si conferma ancora il mezzo con la maggiore valenza informativa, sia per frequenza di accesso anche a scopo informativo, sia per importanza e attendibilità percepite. Crescono le forme di accesso non tradizionali alla tv; in tal senso il 2017 può essere ricordato anche come l’anno della definitiva consacrazione della ‘televisione liquida’, con una stima di circa 3 milioni di cittadini che guardano abitualmente la tv in streaming e in numero 3/4 volte superiore che scaricano abitualmente contenuti televisivi sui propri device”.

“La televisione tradizionale manifesta comunque importanti segni di tenuta sia in termini di valore economico sia in termini di ascolti, con una audience media nel prime time serale stabilmente sopra i 25 milioni di contatti, come a fine 2016”. Anche “la radio, come già nel 2016, registra segnali di tenuta e consolidamento delle proprie posizioni tradizionali sia in termini di ricavi complessivi (626 milioni di euro, -0,7%), sia in termini di audience”.

BIG DATA – E’ un dovere interrogarsi sulle “possibili soluzioni” di fronte ai rischi che comporta l’uso dei Big Data, con la possibilità di un ecosistema governato da poche grandi multinazionali, nonché sulla disciplina di mercati dominati da Over the top come Google, Apple, Facebook, Amazon, è la sollecitazione che giunge dall’Agcom.

Nell’illustrare la Relazione dell’Agcom, Cardani ha ricordato come questi giganti del web “si impongono come monopolisti, anche quando la loro posizione non corrisponde perfettamente al modello consueto di chi controlla un mercato”. E dunque, “se le vecchie regole ex post ci appaiono inadatte alla disciplina di questi nuovi mercati, con tanta più forza emerge il tema di una possibile disciplina ex ante. Dobbiamo chiederci se e in che misura si tratta di accompagnare la regolazione che verrà verso forme tecniche di disciplina delle grandi piattaforme digitali e verso un approccio ex ante alla regolamentazione del dato”.

“Una seconda direttrice concerne il grado di neutralità e di trasparenza degli algoritmi, sia con riferimento alle operazioni di gerarchizzazione e di indicizzazione delle news, sia con riguardo al potere di indurre i cittadini a determinati comportamenti (acquisti, stili di vita, opinioni). Posto che gli algoritmi non saranno mai neutrali, l’attenzione va concentrata sul tema della trasparenza” ha aggiunto Cardani.

“Infine, la terza direttrice, di grande rilievo sotto il profilo politico e sociale, che chiama in causa il legislatore attorno ad un dilemma strategico: se l’immensa galassia Big Data debba restare tutta proprietaria, in nome del diritto dell’impresa e del segreto industriale; ovvero se esista una porzione più o meno rilevante di questi dati che possano essere resi trasparenti e liberamente accessibili sul presupposto della loro natura di bene pubblico” ha affermato.

TLC – Crescono in Italia gli accessi a banda larga e ultralarga da rete fissa: nel 2017 si è registrato un +3,8%, aumento in grado di compensare positivamente la riduzione registrata per i servizi di rete mobile (-1,9%). Gli abbonati broadband su rete fissa aumentano di circa un milione e raddoppiano gli accessi ultrabroadband (da 2,3 a 4,5 milioni). La crescente domanda di contenuti video online su rete fissa è alla base del sensibile incremento del consumo di banda e traffico dati (+30%). Il consumo di dati da parte degli utenti è cresciuto in misura ancora maggiore (+48% circa) nella telefonia mobile.

EDITORIA – Il valore economico del settore dell’editoria quotidiana e periodica nel 2017 registra una ulteriore flessione: 3,6 miliardi di ricavi complessivi, ossia il -5,2%. Il settore dei quotidiani in particolare registra una ulteriore contrazione dei ricavi, dell’8,9%. Il settore, ha detto il presidente Cardani illustrando la Relazione, “nell’ultimo decennio ha perso all’incirca metà del suo peso economico”.

“Essendo qui in gioco non solo i destini di una filiera industriale, ma anche quelli di un bene di valore strategico e sociale quale l’informazione, la crisi di questo comparto e la contestuale ascesa di Internet quale tendenziale mezzo sostitutivo si configura quale tema di policy che interroga in primis Governo e Parlamento e che richiede una riflessione di ampio respiro” ha osservato Cardani.

PUBBLICITA’ – E’ internet il mezzo più amato dai pubblicitari. Secondo la Relazione Agcom la pubblicità nel 2017 tiene ma solo grazie al web. La pubblicità sull’online cresce a due cifre e vale ora 2,2 mld (la raccolta pubblicitaria di quotidiani, periodici e radio assieme non arriva a 1,9 mld), mentre la televisione perde un 2% di ricavi.


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