Danza: ‘Letter to My Nephew’, Bill T. Jones a Ravenna in prima nazionale  

Scritto da il 10 luglio 2018

'A Letter to My Nephew', Bill T. Jones in prima nazionale a Ravenna

Un momento dello spettacolo ‘A Letter to My Nephew’ firmato da Bill T. Jones l

Pubblicato il: 11/07/2018 11:13

Un racconto intimo, segreto per narrare ed esorcizzare una tragedia che lo ha colpito in prima persona. Bill T. Jones ritorna in Italia (stasera a Ravenna Festival, in prima nazionale al Teatro Alighieri) con ‘A Letter to My Nephew’, una ‘dedica’ coreografica al talentuoso nipote Lance, finito in una spirale di droga e malattia. Il titolo allude, a distanza, agli scritti ribelli di James Baldwin. E’ costruito con flashback ispirati alla vita di Lance (la sfilate di moda, la vita di strada, il letto di ospedale), epistolario virtuale di cartoline spedite a casa da un’Europa in odor di leggenda. Accompagnato dalle proiezioni suggestive di Janet Wong e dalla coinvolgente partitura eseguita dal vivo dal compositore Nick Hallett e dal baritono Matthew Gamble, la ‘lettera’ di Jones al nipote perduto si snoda agli occhi dello spettatore come un mosaico concentrico di immagini per nove danzatori, che il coreografo rimodula con echi del luogo e del momento in cui questo si svolge.

Ogni interpretazione diventa così un dialogo col presente, un fotogramma del luogo specifico dove la performance si svolge, in perpetua trasformazione. Secondo le modalità creative a lui care, anche per questo lavoro Bill T. Jones, che firma la coreografia con Janet Wong e la Compagnia, ha attinto a elementi personali. Lance T. Briggs è infatti suo nipote, ex danzatore, modello e artista di successo che abbandona le luci della ribalta per quelle della strada, dove si prostituisce e finisce in un giro di droga. Crea persino un alter ego, Pretty, personaggio notturno da opporre alla personalità dei riflettori. Ammalatosi di aids e costretto a letto per una paralisi, Lance è riuscito a superare la crisi pur perdendo l’uso delle gambe. Nel 2014 ha iniziato a lavorare con lo zio a un progetto di teatro/danza sulla sua storia, ‘Analogy/Lance’, dal quale è nato il successivo ‘A Letter to My Nephew’.

”La controversa relazione con mio nipote – ha raccontato Bill T. Jones – è stato il punto di partenza per riflettere sul momento contingente”. Nell’estate del 2015, infatti, quando lo spettacolo fu concepito in occasione di una tournée in Francia, negli Stati Uniti erano scoppiate molte proteste mentre la compagnia si stava recando in un’Europa lacerata dalla crisi sulla questione dei rifugiati. Sembra che questa creazione abbia dovuto confrontarsi, sin dall’inizio – ha aggiunto il grande coreografo americano- con la coscienza di quest’epoca. La notte della prima parigina è stata anche la notte dell’attacco al Bataclan”. Alcuni degli elementi che si vedono in palcoscenico (lo stile di movimento, i personaggi di strada, il tipo di camminata, la house music…) sono stati ideati dal coreografo immaginando l’ambiente che ha conosciuto e ‘attraversato’ suo nipote. Universo oscuro, equivoco.


Le opinioni dei lettori

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà visibile agli altri utenti. I campi obbligatori sono contrassegnati con l'asterisco *


Radio Veronica Web

Current track
TITLE
ARTIST

Background