Danza: lo scandaloso ‘Fauno’ di Nijisnky in scena al Museo Manzù  

Scritto da il 11 luglio 2018

Negli spazi del Museo Manzù lo scandaloso 'Fauno' di Nijinsky riletto da Amedeo Amodio

Un giovanissimo Amedeo Amodio ‘autore’ di una nuova versione del ‘Fauno’ di Nijinsky accanto a Giacomo Manzù e Luciana Savignano

Pubblicato il: 12/07/2018 10:46

Debutta domani negli spazi del Museo Giacomo Manzù ad Ardea, a pochi chilometri da Roma, (due repliche, alle ore 19 e alle ore 21.30) ‘Prélude à l’après-midi d’un faune’, scandaloso balletto di Vaslav Nijinsky (1912), presentato in una inedita versione firmata da Amedeo Amodio. Le musiche live sono un omaggio a Debussy (‘Prélude à l’après-midi d’un faune’, ‘Syrinx’, ‘Chansons de Bilitis’), mentre l’attrice Vanessa Gravina leggerà pagine scelte di Bronislava Nijinska, sorella di Vaslav, accanto a brani tratti da ‘L’après-midi d’un faune’, manifesto del simbolismo del poeta Stéphane Mallarmé che ispirò la composizione di Debussy.

In un tardo pomeriggio estivo un Fauno si risveglia e, insieme a lui, tutti i sensi di quel suo corpo, per metà umano e per metà animale primordialmente legato alla terra. Il balletto di Amodio fu creato nel 1972, il debutto al Festival dei Due Mondi di Spoleto con le scenografie di Giacomo Manzù. Fu in seguito ripreso dal Teatro alla Scala di Milano con lo stesso Amodio accanto a Luciana Savignano, poi a Reggio Emilia con la compagnia Aterballetto e, infine, nuovamente alla Scala nel 1991 interpretato da Luciana Savignano e Gheorghe Iancu.

E’ un lavoro che fa parte, a pieno diritto, di un autentico repertorio italiano, un repertorio colto che si avvale di poliedriche creatività, e il cui recupero è un caposaldo dell’attività di Daniele Cipriani. ‘Prélude à l’après-midi d’un faune’ di Amedeo Amodio è un passo a due di grazia e sensualità, tra contatti sospesi e fughe, che trova dei nuovi interpreti in due coppie di solisti della Daniele Cipriani Entertainment che si alterneranno. Protagonisti nei ruoli principali Susanna Elviretti e Umberto Desantis, Andrea Caleffi e Marco Lo Presti.

Suoneranno dal vivo le ammalianti note di Debussy, curve musicali che accompagnano le sinuosità dei corpi danzanti, Emanuela Degli Esposti (arpa) e Massimo Mercelli (flauto). Ad Ardea, la coreografia di Amodio incontrerà di nuovo l’arte di Manzù, ma in modo ‘vivente’, ovvero nel luogo che conserva l’opera e l’ispirazione del grande maestro bergamasco. Tesori scultorei, ma anche numerosi disegni, incisioni e bozzetti dedicati al teatro, alla musica e alla danza. Questo evento sarà dunque la rievocazione dell’incontro, unico, tra due grandi artisti italiani, in uno spazio scenico in cui convivono passato, presente e futuro, in grado di generare ulteriori suggestioni negli autori, negli interpreti e nel pubblico.

L’evento è ad ingresso libero (fino ad esaurimento dei posti). Tra gli obiettivi non solo quello di celebrare il genio creativo di tanti artisti (onorando in particolare Claude Debussy nel centenario della morte), ma soprattutto portare in scena linguaggi artistici differenti, uniti dalla comune ispirazione. In omaggio ad un passato che continua ad ispirare il presente, la danza fa la sua entrata in un museo con il vigore della contemporaneità che si riappropria del passato e va incontro al futuro.

Il progetto, a cura di Daniele Cipriani, si inserisce nell’ambito della rassegna ‘In scena – danza e teatro nei luoghi d’arte del Lazio’ per ArtCity, organizzata dal Polo Museale del Lazio.


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