“Reato tortura impedisce lavoro agenti”, bufera social contro Meloni  

Scritto da il 11 luglio 2018

Reato tortura impedisce lavoro agenti, bufera social contro Meloni

(Fotogramma)

Pubblicato il: 12/07/2018 16:52

“Difendiamo chi ci difende: abbiamo presentato due proposte di legge per aumentare le pene a chi aggredisce un pubblico ufficiale e per abolire il reato di tortura che impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro. Siamo sempre dalla parte delle forze dell’ordine!”. E’ bufera sui social per il tweet di Giorgia Meloni che annuncia la presentazione del pdl sul reato di tortura. “Agghiacciante”, “inquietante”, “folle”, gli aggettivi utilizzati dagli utenti per commentare quello che agli occhi di molti sembra “un tweet formulato malissimo”. Qualcuno scrive: “Probabilmente volevi dire che il reato di tortura è restrittivo e gli agenti rischiano di essere incriminati facilmente quando fanno il loro lavoro”. A colpire in particolare gli utenti è proprio il passaggio in cui la leader di Fratelli d’Italia indica il reato di tortura come impedimento al lavoro degli agenti: “Quindi secondo te il lavoro degli agenti è torturare i cittadini?”, la domanda ricorrente.

“La tortura – spiegano – è un reato contro i diritti dell’uomo, e nessuno può essere abilitato a compierla, tanto più un pubblico ufficiale che dovrebbe operare sotto l’egida della legge”. E, secondo molti, quella di Meloni “è solo una logica fascista”, “contraria a ogni buonsenso”, “impensabile in uno Stato di diritto“. “Sono più gli agenti che hanno abusato del loro potere arrivando ad uccidere gente disarmata che quelli incriminati per aver fatto bene il loro lavoro”, scrivono, sottolineando come il reato di tortura impedisca invece “che certi “agenti” si facciano i prendere la mano”.

“Diritto di tortura?”, chiedono mentre invitano la deputata a dirlo “ai familiari di Cucchi, di Uva, di Aldovrandi. Ai ragazzi del G8 di Genova” che “le farebbero un meritato pernacchio”. E ancora: “Un conto è difendersi e un conto è torturare, sono due cose distinte. Cerchiamo di non ripetere un altro Stefano Cucchi, per favore”. “Il reato di tortura non impedisce agli agenti di svolgere il proprio lavoro, che per inciso, in un paese civile, è quello di tutelare vite, non torturarle”, protestano, sottolineando come, sempre “in un paese civile”, – “un parlamentare si dimette per molto meno…”.

Il tweet di Meloni arriva poco dopo la presentazione dei due Pdl di fratelli d’Italia alla Camera. In quell’occasione, nello spiegare l’intento delle proposte, Meloni aveva spiegato: “Vogliamo difendere chi ci difende, per questo abbiamo presentato due Pdl, una per aumentare le pene per chi aggredisce un pubblico ufficiale e una per abolire il reato di tortura così come configurato dalla sinistra che è solo un deterrente per le Forze ordine per fare il loro mestiere. Noi siamo sempre al fianco degli uomini e delle donne in divisa”.


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