Migranti, anche Berlino dice sì  

Scritto da il 14 luglio 2018

Migranti, anche la Germania dice sì Conte soddisfatto ma Praga lo gela

(Afp)

Pubblicato il: 15/07/2018 12:26

Anche la Germania, dopo Francia e Malta, farà la sua parte riguardo ai 450 migranti arrivati su una nave a largo di Lampedusa e trasbordati su due navi militari. Il governo italiano e quello tedesco “hanno concordato che la Germania accoglierà 50 dei 450 migranti diretti in Italia e trasbordati su due navi militari – conferma una nota ufficiale di Palazzo Chigi – La disponibilità della Germania rientra in un’ottica di futura cooperazione bilaterale in materia di asilo”.

CONTE – “Dopo i 100 migranti di cui si sono fatte carico ieri sera Francia e Malta, oggi anche la Germania ha acconsentito a prenderne altri 50 – scrive su Facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte – Al momento ci sono quindi 150 persone – su un totale di 450 migranti che erano diretti in Italia e che sono attualmente a bordo delle navi Frontex e della Guardia di Finanza – che saranno equamente distribuite in altri Paesi europei. Questa è la solidarietà e la responsabilità che abbiamo sempre chiesto all’Europa e che ora, dopo i risultati ottenuti all’ultimo Consiglio europeo, stanno cominciando a diventare realtà”. “Continuiamo su questa strada, con fermezza e nel rispetto dei diritti umani”, conclude il premier.

Stando a quanto trapela da fonti di Palazzo Chigi, da parte dell’Italia non è stata data alcuna disponibilità ad accettare i secondary movements provenienti dalla Germania, ovvero il ricollocamento dei migranti dai vari Stati Ue allo Stato in cui sono sbarcati. “D’ora in poi – filtra da Palazzo Chigi – si lavorerà in un’ottica europea multilivello capace di recepire i principi di condivisione e responsabilità reciproca così come prevedono le conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo”.

PRAGA – Intanto però Praga gela l’Italia. “Una strada per l’inferno“. Così il premier della Repubblica Ceca Andrej Babis ha definito su Twitter la richiesta ai Paesi dell’Ue di accogliere parte dei migranti. “Ho ricevuto, insieme ad altri primi ministri europei, copia della lettera del premier italiano (Giuseppe) Conte, in cui chiede che l’Unione europea si faccia carico di alcune delle 450 persone ora bloccate in mare. Un simile approccio è la strada per l’inferno”, si legge nel post.

Mentre Francia, Malta e Germania hanno già acconsentito ad accogliere 50 migranti ciascuno, Babis ritiene che questa misura “incita solo i trafficanti e aumenta i loro profitti”. “Il nostro Paese – prosegue – non prenderà alcun migrante. Al Consiglio europeo abbiamo applicato il principio della volontarietà e ci atteniamo ad esso”.

Il premier ceco ha quindi ribadito che “l’unica soluzione alla crisi migratoria è il modello australiano, ossia non fare sbarcare i migranti in Europa”. “Dobbiamo inviare il chiaro segnale che l’immigrazione clandestina è finita e che l’Unione europea è pronta a rimpatriare immediatamente i migranti illegali”. “Dobbiamo aiutare i migranti nei Paesi dai quali vengono, al di fuori dei confini dell’Europa, per impedire loro di mettersi in viaggio”, ha concluso Babis.

LA RISPOSTA ITALIANA – “Non sorprende, ma fa molto pensare che Babis commenti l’approccio italiano come ‘la strada per l’inferno’ – replica in una nota il sottosegretario agli Affari esteri, Manlio Di Stefano – Forse il premier della Repubblica Ceca non ha ancora colto il senso di cosa significhi far parte di un’Unione”.

“Non ci si può riempire le mani quando si tratta di beneficiare economicamente dall’Europa e lavarsele quando ci sono problemi da affrontare a viso aperto – continua duro Di Stefano – Sappiamo tutti che nel lungo periodo l’obiettivo comune è quello di permettere a tutti di restare a casa loro con una vita dignitosa, ma nell’immediato non si può delegare”.

“Bisogna che tutti i 27 Paesi dell’Unione si prendano le proprie responsabilità – l’invito del sottosegretario M5S – come ad esempio stanno iniziando a fare Francia, Malta e Germania, che hanno appoggiato la richiesta di Conte, dichiarando che si faranno carico di una parte dei migranti che in queste ore sono in mare”. “Il premier Babis, insieme ai Paesi Visegrad, devono seguire l’esempio. Altrimenti ripensino seriamente la loro funzione all’interno dell’Unione Europea”, conclude il sottosegretario agli Affari esteri.

MADRID – Per Madrid, “se, come sembra, l’Italia sceglierà di inasprire la politica migratoria, potrebbe iniziare a percorrere la strada verso la disintegrazione dell’Europa“. E’ quanto sostiene il ministro degli Esteri spagnolo Josep Borrell, in un’intervista a El Pais, sottolineando che “sfortunatamente, Schengen sta iniziando a scomparire. Dalla porta di servizio e di nascosto, la Francia, la Germania e l’Italia hanno reintrodotto i controlli alle frontiere a causa della crisi migratoria”.

Per il nuovo capo della diplomazia spagnola, il problema della migrazione è il “più potente fattore di dissoluzione dell’Ue”. “Può causare una crisi più grave di quella dell’euro. Una crisi economica può essere risolta con risorse finanziarie e con cambiamenti istituzionali, ma i problemi delle migrazioni sono più profondi: riguardano valori, identità, culture, capacità di assimilazione delle società”, afferma.

Ex presidente del Parlamento europeo, Borrell ritiene che “la struttura mentale delle società europee non è pronta per affrontare un incremento disordinato dei flussi migratori di cui, dall’altra parte, ha bisogno per compensare il calo demografico”.


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