“Allevo Bengala, più che gatti sembrano cani”  

Scritto da il 17 luglio 2018

Allevo Bengala, più che gatti sembrano cani

Foto dell’allevamento Benglamur

Pubblicato il: 18/07/2018 14:20

Il gatto dicono sia nato per dare all’uomo l’emozione di accarezzare una tigre. Un leopardo in questo caso. “Il Bengala è così, gli assomiglia tantissimo. In molti ci chiedono se è un gatto, se siamo sicuri e lo siamo. Anzi, è quasi un cane per come si comporta” dice all’Adnkronos Margarita Smolikova, proprietaria con il marito Gianni dell’allevamento amatoriale Benglamur a Formello alle porte di Roma (FOTO). Di professione avvocato, Margarita ha scelto di fare un altro lavoro “per una passione”, quella per questa razza, creata per caso. L’idea di incrociare un esemplare domestico e un leopardo asiatico è nata, infatti, nel 1973 per provare a immunizzare i gatti dalla leucemia felina. Esperimento non riuscito dal punto di vista veterinario, ma diede vita a una razza, destinata ad avere successo.

Giocoso, “sempre in movimento” e curiosamente amante dell’acqua, il Bengala con il suo carattere sa farsi amare ed entra subito a far parte della sua famiglia umana. “Ho iniziato a 19 anni con la mia Jessica, che mi segue ovunque – dice Margarita -. E’ la loro caratteristica. Sono ‘appiccicosi’, seguono il padrone al punto che vengono utilizzati anche per la pet-therapy”. Intelligenti, “uno dei nostri, Prince, è stato addestrato anche a ‘battere il cinque, abbiamo fatto la foto e c’è anche un video sulla nostra pagina Instagram‘”, ma soprattutto pieni di vita. Amano correre, saltare sugli alberi e cacciare piccoli animali in giardino, quando c’è. “Il prezzo? Dipende. Nella colorazione classica c’è la categoria Pet, il semplice animale domestico, che costa sugli 800-1000 euro – spiega l’allevatrice -, il Breed, da riproduzione, che sale sui 1500 o più, e lo Show, da mostra, che sale oltre i 2000 euro. Prezzi più alti si hanno per colorazioni speciali”.

Tanti i clienti vip, di cui non facciamo il nome. Ne basta uno per tutti: la bellissima Natasha Stefanenko con la sua Briciolina che, dice Margarita questa volta ridendo, “ha gli stessi occhi”. Questa volta, sì, perché come ci rivela il marito, di nascosto e sottovoce, la moglie di solito quando un micetto trova famiglia “non riesce a trattenere una lacrima”.


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