Fontana: “Alle donne dico non abortite”  

Scritto da il 29 luglio 2018

Fontana: Alle donne dico non abortite

Il ministro Lorenzo Fontana (Fotogramma)

Pubblicato il: 30/07/2018 13:13

“C’è da dire che in molti casi è per una preoccupazione economica che alcune donne decidono di non avere figli. Mi piacerebbe che lo Stato fosse più vicino a queste donne per far capire loro che, nel dubbio, un figlio è meglio farlo”. Parola del ministro per Famiglia e disabilità Lorenzo Fontana, che in un’intervista rilasciata a ‘La Verità’, parla del suo programma, schierandosi contro l’utero in affitto e affrontando i temi di aborto, natalità e coppie gay.

Per favorire la natalità in Italia, sottolinea Fontana, occorre “correggere le storture del sistema fiscale. Non è giusto che le famiglie che hanno figli siano trattate fiscalmente come le famiglie che non ne hanno. Questo penalizza di fatto le famiglie monoreddito e porta a far percepire i figli come un peso, una spesa, quando invece rappresentano un investimento non solo per il futuro della famiglia ma per il benessere e l’economia del Paese”.

Nell’intervista il ministro per Famiglia e disabilità del governo pentaleghista parla anche delle famiglie numerose. “Sono poche e quindi il costo delle operazioni attuabili non dovrebbe essere elevato – osserva -. Ho già incontrato l’Associazione nazionale e mi dicono che i nuclei con tre o più figli sono circa 800mila. Purtroppo, in questo momento quando si superano i tre figli il rischio di povertà è molto elevato. Un’assurdità, considerato che fare tanti figli è un bene per lo Stato. Bisogna trovare il modo per assicurare adeguati sgravi fiscali”.

Fontana rimarca poi che “per la donna è fondamentale poter godere della propria maternità senza dover rischiare carriera o lavoro. I dati confermano che se una donna diventa mamma mantenendo il proprio lavoro, non solo tende ad avere una seconda maternità ma contribuisce attivamente ad aumentare la produttività dell’azienda. Bisogna far capire alle imprese che il welfare è positivo per l’azienda stessa”.

Quindi, parlando dei figli delle coppie gay, sottolinea: “Non si possono riconoscere i figli di coppie dello stesso sesso nati all’estero grazie a pratiche vietate in Italia come la maternità surrogata. Va fatto rispettare il divieto, evitando che il ricorso a queste pratiche all’estero si traduca in un aggiramento del divieto in Italia”.


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