Mangia pollo crudo e muore  

Scritto da il 30 luglio 2018

Mangia pollo crudo e muore

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 31/07/2018 11:44

Un solo boccone di pollo crudo è costato la vita a Natalie Rawnsley, una donna inglese di 37 anni, che in vacanza a Corfù, in Grecia, è morta improvvisamente dopo aver mangiato nel ristorante dell’hotel. La donna, scrive il ‘Daily Mail’, una triatleta in ottima salute, è deceduta mentre era in vacanza con il marito Stewart e i due figli piccoli. I fatti risalgono a un anno fa ma è in questi giorni che a Westminister si sta svolgendo il processo.

A causare la morte della 37enne un batterio killer contenuto nel pollo, che ha scatenato un’infezione intestinale da e-coli, tale da provocare il decesso della donna in poche ore. Il batterio, scrive il quotidiano inglese, ha formato dei coaguli di sangue su tutto il corpo, che hanno bloccato i vasi sanguigni. A raccontare la tragica vicenda è stato il marito della donna.

E’ il 13 agosto dell’anno scorso quando Natalie parte per l’isola greca con la famiglia. La prima settimana di vacanza scorre tranquilla. Dopo qualche giorno, la donna, come fa ogni sera, si serve al buffet dell’hotel nel quale soggiorna con il marito e i figli. “Io e i ragazzi abbiamo mangiato pasta, pane e salsicce – ha spiegato l’uomo – Natalie, invece ha mangiato pollo, insalata, gamberi e verdure”. Tornata al tavolo con il cibo, Natalie inizia a mangiare ma tagliando la carne, il marito si accorge che dal pollo esce del sangue. Quindi Natalie si alza, torna al buffet e sostituisce i pezzi di pollo crudo con altri pezzi. Ma ormai è tardi. La donna ha già mangiato qualche boccone.

Quella sera Natalie si sente male. Alle 3 del mattino inizia a vomitare. Il medico diagnostica una gastroenterite ma le cose si mettono male. La donna sta sempre peggio. Alle 13 arriva un’ambulanza e Natalie viene portata all’ospedale di Corfù. La donna inizia a sanguinare dalla bocca. “Pensavo che mia moglie sarebbe tornata a casa la mattina” ha raccontato il marito Stewart.

Quando arriva in ospedale, Stewart vede la moglie “circondata da circa otto persone. Era completamente vigile e felice di vedermi, ma ovviamente angosciata e preoccupata”. La donna dice però di avere dolore alle gambe e sul corpo iniziano ad apparire delle chiazze rosse. In ospedale, nel frattempo, è arrivato anche il fratello della 37enne. La situazione precipita rapidamente. Stewart e il cognato notano che l’elettrocardiogramma è debole. Troppo debole.

Urlano per chiamare gli infermieri, che arrivano e li allontanano dalla stanza. Dopo cinque minuti, uno di loro esce e dice che non c’è più niente da fare, che Natalie è morta. Secondo quanto emerso dall’inchiesta un’infermiera avrebbe raccontato che volevano trasferire Natalie sulla terraferma, in un ospedale con strutture migliori. Stando al racconto del marito, invece, la compagnia assicurativa avrebbe insistito affinché la moglie non venisse portata sulla terraferma.


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