Olimpiadi d’Italia: candidatura a tre 

Scritto da il 31 luglio 2018

Olimpiadi d'Italia, candidatura a tre per i Giochi

Xinhua)

Pubblicato il: 01/08/2018 07:25

Una candidatura congiunta di tre città, la prima di sempre nella storia delle Olimpiadi, con il nulla osta del Cio e senza una capofila. E’ questa la strada indicata ieri dalla commissione di valutazione guidata da Carlo Mornati a meno di 24 ore dalla decisione finale del Coni sulla candidatura ai Giochi invernali del 2026. “Una candidatura italiana, del Paese”, l’ha definita il presidente del Coni, Giovanni Malagò, incontrando i giornalisti al termine della riunione della commissione di valutazione.

E poco dopo l’annuncio sono arrivate le risposte di Milano, con il sindaco Giuseppe Sala che si è limitato ad evidenziare “la necessità di una chiara identificazione della governance della candidatura”, e di Cortina, con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia che ha chiesto “di fare presto e che ci siano precise garanzie per tutti coloro che vogliono essere della partita”.

Più articolata la risposta della sindaca di Torino, Chiara Appendino, secondo la quale la proposta “assume, nei fatti, i caratteri di una candidatura ‘nazionale'” e per questo motivo “i dovuti approfondimenti e le conseguenti decisioni ritengo spettino non più alle singole amministrazioni locali ma a tutti gli enti preposti e al governo nei confronti del quale ci mettiamo a disposizione”.

E il governo, tramite il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti, ha fatto sapere che “verificherà la compatibilità delle linee guida con quelle poste dal Consiglio dei ministri”. “Prendiamo atto della proposta del Coni – ha affermato -. Non abbiamo ancora visto il dossier e su questo ci riserviamo di intervenire”.

Dal punto di vista del Coni “questa è un’occasione più unica che rara”, come sottolineato da Malagò, secondo il quale “una candidatura congiunta ha molte più chance rispetto a quella di una singola città”.

Una candidatura tutta italiana, con il coinvolgimento del Sestriere e della Valtellina e senza l’apporto di St.Moritz. “L’obiettivo – ha rilevato Malagò – è stata l’unitarietà della candidatura, poi c’è l’aspetto dei costi-benefici: questa è in assoluto la candidatura che costa di meno. Si è cercato di prendere il meglio da ogni singolo dossier”. Oggi la parola passerà alla Giunta e al Consiglio nazionale del Coni.


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