Strage Bologna, Bonafede: “Ora faro su verità inconfessabili”  

Scritto da il 1 agosto 2018

Strage Bologna, Bonafede: Ora faro su verità inconfessabili

(Fotogramma)

Pubblicato il: 02/08/2018 10:28

“E’ necessario accendere un faro su verità inconfessabili, perché le nuove generazioni hanno bisogno di conoscere la verità”. Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede nel suo intervento all’anniversario della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto . “Per me è incredibile – dice rivolgendosi ai parenti delle vittime – che dopo che lo Stato si è dimostrato negligente per 38 anni, i familiari dimostrino ancora una volta di voler credere nello Stato, dando una lezione di civiltà che la politica non ha mai dato. Non saranno le mie parole di adesso a rassicurarvi, saranno i fatti a dimostrarvi che c’è un impegno dello Stato e che vi sta vicino nella ricerca della verità”.

“C’è un obbligo morale prima ancora che politico – ha aggiunto il Guardasigilli – che ci guida: giungere ad una verità certa, libera da zone grigie e sospetti. Questo è l’unico vero modo di onorare le vittime e realizzare le legittime e sacrosante richieste dei loro familiari”.

“Ci sono ancora troppi lati oscuri sulla strage, zone d’ombra che riguardano lo stesso Stato messo sotto attacco quella mattina. Ce lo dicono le sentenze che hanno accertato i depistaggi per impedire verità inconfessabili. E’ ora di dire basta”, ha detto ancora.

Questa non è la vostra battaglia personale – ha continuato il ministro – ma una sfida cruciale per la credibilità e l’autorevolezza delle nostre istituzioni democratiche. Vi ringrazio per l’instancabile lavoro: nonostante le delusioni e i colpevoli ritardi, tenete viva la memoria sull’attentato. Vogliamo che possiate tornare a credere nello Stato. Vogliamo farlo con impegni precisi. Il tempo per le parole è finito: abbiamo siglato tra ministero della Giustizia, dei Beni culturali e Csm un protocollo triennale per la digitalizzazione dei fascicoli, tutti gli atti sulle stragi saranno accessibili. Per farlo coinvolgeremo anche i detenuti”.

“La direttiva del 2014 per desecretare gli atti inerenti la sconvolgente stagione terroristica che ha colpito l’Italia – ha sottolineato Bonafede – è rimasta nei fatti lettera morta. Quei pochi documenti versati nell’archivio di Stato sono frammentari, disorganici, quando non prorio incompleti. Abbiamo letto le proposte delle associazioni che chiedono una vera attuazione e c’è una base di lavoro condivisibile che adesso deve essere concretizzata”.

“La Presidenza del Consiglio del Ministri – ha continuato il Guardasigilli – ha già chiesto al coordinatore del Comitato sulle attività di versamento della documentazione sulle stragi degli anni ’70 e ’80 di ripartire al più presto e con nuovo piglio, con l’impegno che si arrivi fino in fondo, assieme, e grazie alle proposte e all’esperienza delle associazioni”.

Quanto ai risarcimenti, Bonafede ha detto che verrà posto “rimedio alle questioni applicative della legge in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi che non hanno trovato fino ad oggi soluzioni. Solo se siamo tutti insieme, uniti, questa volta ce la possiamo fare. Vi garantisco che l’impegno del governo è serio e concreto. Tornerò a Bologna nei prossimi mesi per incontrarvi”.

Il Guardasigilli ha intenzione di tornerà per incontrare le associazioni delle vittime delle stragi e parlare con loro “di quello che il governo sta già facendo, accogliendo critiche e suggerimenti”. “Oggi vengo a portare non solo la vicinanza dello Stato ai familiari delle vittime della Strage di Bologna, ma anche l’impegno, per la prima volta serio, a lavorare con loro per la realizzazione di tutte le richieste”, ha rimarcato.

MATTARELLA – “Sono trascorsi trentotto anni dalla tremenda Strage di Bologna, che straziò 85 vite innocenti, con indicibili sofferenze in tante famiglie, ferendo in profondità la coscienza del nostro popolo. Il tempo non offusca la memoria di quell’attentato, disumano ed eversivo, che rappresentò il culmine di una strategia terroristica volta a destabilizzare la convivenza civile e, con essa, l’ordinamento democratico fondato sulla Costituzione”. Questo quanto si legge in una dichiarazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“L’orologio della stazione, fissato sulle 10:25, è divenuto simbolo di questa memoria viva, di un dovere morale di vigilanza che è parte del nostro essere cittadini, di una incessante ricerca della verità che non si fermerà davanti alle opacità rimaste. Fu un’esplosione devastante, per la città di Bologna e per l’intera Repubblica. Morirono donne e uomini, bambini e adulti. Bologna e l’Italia – scrive ancora il Presidente Mattarella – seppero reagire, mostrando anzitutto quei principi di solidarietà radicati nella nostra storia. Il popolo italiano seppe unire le forze contro la barbarie.

“Di fronte alle minacce più gravi, le risorse sane e vitali del Paese sono sempre state capaci di riconoscere il bene comune: questa lezione non va dimenticata. I processi giudiziari sono giunti fino alle condanne degli esecutori, delineando la matrice neofascista dell’attentato. Le sentenze hanno anche individuato complicità e gravissimi depistaggi. Ancora restano – spiega Mattarella – zone d’ombra da illuminare“.

“L’impegno e la dedizione di magistrati e servitori dello Stato – prosegue il Capo dello Stato – hanno consentito di ottenere risultati che non esauriscono ma incoraggiano l’incalzante domanda di verità e giustizia. L’azione generosa che l’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage ha svolto negli anni, e continua a svolgere, costituisce una preziosa energia che riesce a propagarsi nella società e nelle istituzioni“.

“Desidero rinnovare il mio sentimento di vicinanza ai familiari delle vittime e rivolgo un ringraziamento ai bolognesi e a tutti coloro che continuano a onorare il ricordo delle vittime con civismo e passione democratica. Proprio il senso di comunità, che i terroristi volevano spezzare, è la garanzia che non prevarrà la cultura di morte“, conclude il presidente della Repubblica.


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