“Una goliardata”, presi aggressori di Daisy  

Scritto da il 1 agosto 2018

Una goliardata, presi aggressori di Daisy Salvini: Uno è figlio di consigliere Pd

Daisy Osakue (Foto di Fidal Ardelean/Fidal)

Pubblicato il: 02/08/2018 18:23

Sono tre ragazzi italiani ventenni abitanti a Vinovo, La Loggia e Moncalieri, gli autori dell’aggressione avvenuta a Moncalieri nella notte tra il 29 e il 30 luglio nei confronti dell’atleta Daisy Osakue, colpita a un occhio da un uovo, lanciato dagli occupanti di un’auto in corsa. A identificare i giovani che hanno agito a bordo dell’auto intestata al padre di uno di loro sono stati i carabinieri di Moncalieri. I tre ragazzi, che ora dovranno rispondere di lesioni e omissione di soccorso, avrebbero compiuto il gesto per goliardia.

Le indagini dei militari, d’intesa con la procura torinese, sono partite subito dopo le prime dichiarazioni della ragazza. I carabinieri, infatti, si sono messi sulle tracce del veicolo che, è emerso dai primi accertamenti, era già stato segnalato da una signora che qualche giorno prima, sempre a Moncalieri, era stata vittima di un analogo lancio di uova, quella volta, per fortuna, senza conseguenze. Nel corso dell’attività investigativa, sono, poi, state acquisite ulteriori testimonianze di persone che, nei giorni passati, erano state oggetto di lancio di uova.

I carabinieri, inoltre, hanno acquisito i filmati di tutti gli esercizi commerciali delle rotabili ove sono avvenuti i fatti e del luogo dove è stata colpita Daisy, spingendosi anche oltre il territorio di Moncalieri, nei comuni di Cambiano e Trofarello. Dall’analisi delle immagini è emersa, nei giorni e negli orari compatibili con gli ‘attacchi’ denunciati, la presenza di un veicolo nei luoghi indicati dai testimoni di cui attraverso le immagini è stato possibile individuare il numero di targa.

Tanto che questa mattina, i militari si sono recati a casa dell’intestatario della vettura che era regolarmente parcheggiata sotto casa con ancora evidenti striature di residui di uova sulla fiancata destra. Portato in caserma il proprietario ha spiegato che il mezzo era sovente utilizzato dal figlio 19enne, in particolare in orari serali e notturni. Sentito dai militari alla presenza del difensore di fiducia, il giovane ha ammesso i lanci di uova, in tutto almeno 7 in un paio di mesi, e fornito i nomi di due coetanei coinvolti nella vicenda. Convocati in caserma, entrambi hanno ammesso le proprie responsabilità alla presenza dei propri difensori. La motivazione del gesto sarebbe riconducibile a mera goliardia.

“L’informazione ‘ufficiale’ ha occupato pagine di giornali e ore di telegiornali per denunciare l’emergenza razzismo, alimentata da quel cattivone di Salvini e dai razzisti della Lega. E invece… Grazie alle indagini dei Carabinieri, a cui vanno i miei complimenti, sono stati presi i lanciatori di uova, che erano mossi non da razzismo ma da stupidità. Vi aggiungo un dettaglio che ancora non troverete: pare che uno dei ‘lanciatori’ sia figlio di un consigliere comunale Pd! Avete capito bene!!!”. A scriverlo sulla sua pagina Facebook è il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Scommettiamo -aggiunge- che i tigí taceranno? Per fortuna c’è la rete, che è libera, e per fortuna gli italiani non sono scemi”.

”Premesso che gli aggressori sono sempre dei cretini a prescindere dal colore della pelle e che non si lanciano uova, sassi, oggetti, se verrà dimostrato che il razzismo non c’entra niente e che addirittura, come pare, il primo di questi cretini preso è il figlio di un consigliere comunale del Pd, allora c’è qualcuno che deve chiedere scusa e fare silenzio per il prossimo mese”, afferma poi Salvini. ”Non godo per questo, perché è un deficiente a prescindere dalle idee politiche – precisa il ministro dell’Interno a margine della cerimonia di giuramento dei nuovi vigili del fuoco nella scuola centrale antincendi di Capannelle a Roma – però hanno montato una cagnara di una settimana su Salvini, fascismo, nazismo, razzismo, E poi, se andiamo a vedere, sono dei figli di papà i cui papà magari guardano a sinistra… Non aggiungo altro: si commenta da solo”.


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