‘Qui niente no vax’, spunta cartello in gelateria  

Scritto da il 5 agosto 2018

'Qui niente no vax', spunta cartello in gelateria

Il cartello apparso nella gelateria di Chiavari e postato su Facebook

Pubblicato il: 06/08/2018 18:43

“Free-vax, no-vax siete un pericolo per la comunità in cui vivete. I vostri incolpevoli figli dovrebbero essere tenuti fuori dalle scuole dove, oltre alla propria, metteranno a rischio la vita di quasi 10.000 bambini immunodepressi che per questo non hanno potuto vaccinarsi. Non siete i benvenuti nella mia gelateria”. Questo in sintesi il contenuto di un cartello apparso nella vetrina di una gelateria di Chiavari, la Cremeria Spinola. L’iniziativa del proprietario, che firma il messaggio con nome e cognome, una volta postata sulla pagina Facebook della gelateria, ha scatenato gli insulti, anche pesanti, di chi evidentemente non la pensa come lui. Il post, rilanciato da molti gruppi, è stato poi bersagliato con epiteti e minacce.

Nel cartello, Matteo Spinola scrive ancora: “I vaccini sono uno strumento di vita, senza se e senza ma. Non voglio nel mio paese le vostre leggi omicide e faccio a meno del vostro denaro”. Quindi la conclusione: “Non siete i benvenuti nella mia gelateria“.

Immediati i commenti, quasi tutti contro l’iniziativa del gelataio, al quale vengono rivolti epiteti e minacce. Si va da: “Ma il gusto olio di ricino c’è in codesta gelateria?”, “Mangiateli i tuoi gelati Di…”, a “Fatti curare!”, per citarne alcuni. E ancora: “Complimenti per la spaventosa ignoranza che dimostri. Come può un essere cosi imbecille avere un’attività???”; “Ti auguro di chiudere presto. Per mancanza di clienti”; “Vediamo se arriva l’ASL nella sua gelateria, se è tutto ok ?….”; “Spero che così sarai costretto a chiudere chissà che ti si ‘apra’ la mente”. Sulla pagina Facebook del gruppo ‘Libertà di scelta vaccinale in Italia’ si evocano leggi razziali e indagini della procura: “Come al tempo dei nazisti che non facevano entrate gli ebrei nei locali, oggi questa gelateria e il suo titolare scrivono una delle pagine più tristi della storia italiana. Sperando che qualche procura indaghi il titolare per istigazione all’odio razziale”.


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