Mare: pesce palla e pesce scorpione, gli alieni a cui fare attenzione  

Scritto da il 6 agosto 2018

Pesci palla e scorpione, i temibili alieni nei nostri mari

Pubblicato il: 07/08/2018 15:28

Il pesce palla con le sue carni altamente tossiche e il pesce scorpione dalle lunghe spine velenose: sono i due nuovi ospiti tropicali, tra i meno desiderati, dei nostri mari. Nella stagione estiva è bene essere informati sui rischi che possiamo correre proprio a causa delle specie marine invasive e per questo l’Ispra, che da anni studia il fenomeno, rilancia la campagna di allerta.

Il pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus), segnalato per la prima volta nelle coste italiane nel settembre 2013 all’interno dell’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie, continua ad espandere la sua distribuzione geografica nel mar Mediterraneo. La legge italiana vieta la commercializzazione di questa specie dalle carni tossiche, anche dopo la cottura. In caso di cattura di un pesce palla, bisogna stare attenti a maneggiarlo per evitarne il potente morso; toccarlo, però, non comporta altri rischi e il contatto con altre specie non mette a rischio contaminazione il pescato.

Grazie alla campagna di informazione dell’Ispra, lanciata nel dicembre 2015 in collaborazione con il Reparto Pesca Marittima del Corpo delle Capitanerie di Porto, sono state raccolte nuove segnalazioni da regioni come Sicilia, Calabria e Puglia.

Il pesce scorpione (Pterois miles) è una delle specie marine più invasive al mondo. Introdotto accidentalmente in Florida alla fine degli anni ’80, ha invaso tutto il Mar dei Caraibi e buona parte delle coste Atlantiche occidentali, con impatti sulla biodiversità marina costiera dovuti prevalentemente alla sua formidabile capacità predatoria. La specie, entrando dal canale di Suez, si è rapidamente diffusa anche nel Mediterraneo orientale.

Nel settembre 2016 un singolo individuo di pesce scorpione è stato avvistato e fotografato in acque italiane, all’interno della “Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari”, in Sicilia. A causa delle spine velenose, lunghe e sottili, subacquei e pescatori possono pungersi facilmente. In questo caso, si consiglia di immergere al più presto la parte colpita in acqua molto calda, per ridurre il dolore e l’efficacia del veleno.

L’Ispra invita pescatori, subacquei e gestori delle aree marine protette a segnalare eventuali avvistamenti o catture agli indirizzi [email protected] oppure [email protected] e aderire al gruppo di discussione Facebook ‘Oddfish’.


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