“Faccio il medico ma chiedo ai 5 Stelle”, la provocazione  

Scritto da il 9 agosto 2018

Faccio il medico ma chiedo ai 5 Stelle, la provocazione

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 10/08/2018 17:35

“Mia nipote di appena 6 anni, tre mesi fa è stata operata per un rarissima forma di cancro ovarico. La bimba va considerata un soggetto immunodepresso e fra meno di un mese dovrebbe rientrare a scuola. E ora cosa si fa?”. Scrive così su Facebook Claudio Puoti, già primario di medicina interna e attualmente responsabile del centro di epatologia istituto INI di Grottaferrata e consulente di epatologia dell’ospedale Regina Elena di Roma.

Puoti, in particolare, si rivolge a Paola Taverna, vicepresidente del Senato e Davide Barillari, consigliere 5 Stelle della Regione Lazio le cui recenti affermazioni sui vaccini hanno creato non poche polemiche. “Mi rivolgo a Voi, tra i massimi esperti di immunologia, infettivologia e microbiologia per chiedere alla Vostra preclara competenza un parere scientifico e clinico“, scrive sarcasticamente Puoti.

La bimba, come racconta Puoti all’Adnkronos, sta facendo cicli di chemioterapia e ha la conta dei neutrofili bassissima. Allora, in questo caso, la soluzione qual è? “Non la mandiamo a scuola, negandole l’obbligo scolastico? O la mettiamo in una classe di bimbi vaccinati? E chi mi garantisce che le autocertificazioni siano attendibili?”

Oppure, ironizza Puoti facendo riferimento ad alcune dichiarazioni della vicepresidente del Senato, “la mando dai ‘cuggini’ con morbillo in atto, così si immunizza prima, secondo le indicazioni scientifiche della Sen. Taverna? Non pensa che durerebbe meno di un gatto in tangenziale?

“Quello che chiedo – afferma Puoti all’Adnkronos – è di parlare di quello che si sa”. Il decreto Lorenzin “era ben scritto e impostato” e l’obbligo serve ad educare: “oggi se in macchina tutti mettiamo la cintura di sicurezza è perché c’è stato un obbligo di legge”.

E a chi prende come esempio i Paesi del nord Europa dove l’obbligo vaccinale non c’è, Puoti risponde: “è vero ma non ne hanno bisogno in quanto hanno già il 98% di copertura vaccinale. Noi invece siamo intorno al 50-60%, bassissimo”.

Prendiamo ad esempio i casi di polio o epatite B: “da quanto è stato inserito l’obbligo l’incidenza di queste malattie è crollata”. Le evidenza scientifiche, dunque, secondo Puoti, ci sono e non manca di ringraziare chi in questi mesi, con professionalità e dedizione, si sta prendendo cura della nipotina (ospedale San Camillo e il reparto di oncologia pediatrica del Gemelli).


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