Dalai Lama, una donna per la successione?  

Scritto da il 10 agosto 2018

Dalai Lama, una donna per la successione?

(Fotogramma)

Pubblicato il: 11/08/2018 18:20

E’ giallo sulle condizioni di salute del Dalai Lama. Alla notizia della sua malattia, che lo farebbe vedere quasi in punto di morte, immediata è giunta la smentita con tanto di calendario di eventi e manifestazioni, pubblicato online, a cui il Dalai Lama deve partecipare. Illazioni, annunci e smentite sulla salute del Dalai Lama si susseguono da tempo, aprendo l’importante questione sulla sua successione.

Chi dovrà guidare spiritualmente i tibetani? La reincarnazione del 14° Dalai Lama deve essere per forza un uomo? No, non è detto. Ed è stato lui stesso a dirlo più volte, nell’arco della sua vita: “tutto è possibile, nella ricerca del prossimo Dalai Lama non si può escludere la possibilità di trovare una donna“. E ancora, un’altra volta sottolineò ironicamente che se fosse stata una donna a incarnare il suo spirito “doveva essere molto attraente, altrimenti era inutile”, ma allo stesso tempo evidenziò anche come le donne abbiano una maggiore capacità ”biologica di mostrare affetto e compassione”. Più volte Tenzin Gyatzo si è professato pubblicamente convinto ‘femminista e in lotta per i diritti delle donne’.

Ma anche sulla sua successione in sé è giallo. Il 14° Dalai Lama, Tenzin Gyatso, 83 anni, premio Nobel per la pace nel 1989 si rifugiò a Dharamsala, in India, nel marzo 1959 insieme al governo tibetano in esilio, a seguito della fallita ribellione contro l’invasione cinese in Tibet, e ha guidato politicamente e spiritualmente il suo popolo, fino al 2011 quando ha ceduto il potere politico ad un primo ministro ‘laico’ eletto dai tibetani.

Nelle sue mani, in realtà, ora, è rimasta solo la guida spirituale fondata sulla non violenza e sulla compassione per tutti. Conscio del profondo cambiamento dei tempi e della necessità di apporre delle modifiche nel sistema politico tibetano, nel 2014 il Dalai Lama è arrivato a ipotizzare la fine dell’istituzione della figura del Dalai Lama alla sua morte terrena, ed aveva invitato i monaci a non cercare la sua reincarnazione. Non avere il 15° Dalai Lama porterebbe a fermare il tempo del Tibet all’era del 14°, bloccando anche i tentativi cinesi di trovare un successore a loro gradito e non la reale sua reincarnazione.


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