Erdogan avverte Trump  

Scritto da il 10 agosto 2018

Erdogan avverte Trump

(Foto Afp)

Pubblicato il: 11/08/2018 10:13

Se “gli Stati Uniti non inizieranno a rispettare la sovranità della Turchia e a dimostrare di comprendere i pericoli che la nostra nazione deve affrontare, la nostra partnership potrebbe essere in pericolo”. E’ l’avvetimento lanciato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan che, in una lettera pubblicata dal New York Times, chiede a Washington di “abbandonare questa idea sbagliata secondo cui la nostra relazione può essere asimettrica, prima che sia troppo tardi”.

All’indomani dell’annuncio da parte Donald Trump di voler raddoppiare i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio dalla Turchia, in un momento in cui la lira turca sta precipitando al minimo storico nei confronti del dollaro, Erdogan ha voluto ricordare che “negli ultimi sei decenni la Turchia e gli Stati Uniti sono stati partner strategici e alleati della Nato. I nostri due Paesi erano fianco a fianco contro le sfide comuni durante la Guerra Fredda e in seguito”.

“La Turchia si è precipitata in aiuto degli Stati Uniti ogni volta che fosse necessario”, ha affermato, elencando il sangue versato insieme in Corea, la crisi dei missili di Cuba, le truppe inviate in Afghanistan dopo gli attacchi dell’11 settembre. Eppure, secondo il capo di Stato turco, “gli Stati Uniti hanno ripetutamente e coerentemente omesso di comprendere e rispettare le preoccupazioni del popolo turco. E negli ultimi anni, la nostra partnership è stata testata da disaccordi. Sfortunatamente, i nostri sforzi per invertire questa pericolosa tendenza si sono dimostrati vani”.

Erdogan elenca quindi un serie di offese subite da Ankara negli ultimi anni dall’amministrazione Usa: dalla richiesta, mai soddisfatta, di estradare l’imam in esilio negli Usa Fethullah Gulen, ritenuto responsabile del fallito golpe in Turchia del luglio 2016, il sostegno alle milizie curdo siriane del Pyd e Ypg, gruppo armato ritenuto responsabile della morte di migliaia di cittadini turchi dal 1984 e designato come gruppo terrorista dagli Stati Uniti.

“Il 15 luglio 2016 – scrive infatti Erdogan – la Turchia è stata attaccata dai membri di un gruppo oscuro guidato da Fethullah Gulen, che hanno cercato di organizzare un sanguinoso colpo di stato contro il mio governo. Il popolo turco si aspettava che Usa condannassero inequivocabilmente l’attacco ed esprimessero solidarietà con la leadership eletta della Turchia. Non l’hanno fatto. La reazione degli Stati Uniti è stata ben lontana dall’essere soddisfacente. Invece di schierarsi con la democrazia turca, i funzionari degli Stati Uniti hanno chiesto cautamente “stabilità, pace e continuità all’interno della Turchia”.

“A peggiorare le cose, non c’è stato alcun progresso riguardo alla richiesta della Turchia di estradizione di Fethullah Gulen nell’ambito di un trattato bilaterale”, afferma.

Citando infine l’arresto da parte della polizia turca di un cittadino americano, Andrew Brunson, con l’accusa di aiutare un’organizzazione terroristica, il capo di Stato accusa gli Stati Uniti di aver “intrapreso una serie di passi per intensificare le tensioni con la Turchia”. “Invece di rispettare il processo giudiziario, hanno lanciato palesi minacce contro una nazione amica e hanno proceduto ad imporre sanzioni a diversi membri del mio gabinetto. Questa decisione è inaccettabile, irrazionale e in definitiva dannosa per la nostra lunga amicizia”, tuona Erdogan, secondo cui “in un momento in cui il male continua a nascondersi in tutto il mondo, le azioni unilaterali contro la Turchia da parte degli Stati Uniti, nostri alleati di decenni, serviranno solo a minare gli interessi e la sicurezza americani.

“Prima che sia troppo tardi, Washington deve rinunciare alla falsa idea che la nostra relazione possa essere asimmetrica e fare i conti con il fatto che la Turchia ha delle alternative. Il fallimento nel cambiare questo trend di unilateralismo e mancanza di rispetto ci richiederà di iniziare a cercare nuovi amici e alleati”, conclude.


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