Abbazie e monasteri, l’estate alternativa  

Scritto da il 12 agosto 2018

Abbazie e monasteri, l'estate alternativa

La Certosa di Pavia (Fotogramma)

Pubblicato il: 13/08/2018 19:33

Vacanze estive alternative? Nelle abbazie e nei monasteri sparsi in tutte le regioni italiane. Prende sempre più piede nel nostro Paese l’idea di passare qualche giorno all’interno dei siti cistercensi, monastici o conventuali, maschili o femminili, in grandi città o in aperta campagna, con vista sulle montagne o sul mare. Anche se su oltre 400 realtà molte non sono neanche visitabili e soltanto in meno di un decimo di esse si offre la possibilità di essere ospitati, per un bed & breakfast dal sapore ‘spirituale’, anche per più notti.

“Alcuni monasteri ospitano ad esempio i pellegrini della via Francigena per una sola notte, in altri c’è una ospitalità più diffusa e programmata, in altri ancora occorre fare una richiesta specifica; e persino in alcuni monasteri di clausura c’è la possibilità di alloggiare in strutture adiacenti”, spiega all’AdnKronos Silvia Testa, docente di Storia e curatrice con l’architetto Piero Rimoldi della guida ‘Abbazie e siti cistercensi in Italia dal 1120 al 2018’ promossa dall’associazione culturale ‘Giuseppe Micheli’ e pubblicata dalla Confcooperative emiliana.

Ma cosa cercano le persone che decidono di trascorrere qualche giorno in piena estate nelle abbazie e nei siti religiosi in genere? “Cercano luoghi belli ma particolari, non sempre isolati ma comunque dove si respira sicuramente un’atmosfera diversa”. Luoghi anche più ‘spartani’? “Questo dipende: ci sono siti più spogli, essenziali; ma altri anche di lusso o comunque ristrutturati e trasformati in location con tutti i comfort”.

In ogni caso, informa ancora Silvia Testa, “i prezzi sono sicuramente più modici rispetto ad analoghe strutture alberghiere o agrituristiche. Ma generalmente si può fare solo la colazione, più raramente anche il pranzo o la cena. Nella maggior parte dei casi, però, si possono acquistare prodotti alimentari preparati dai monaci e dalle suore”.

La guida è corredata da tutte le informazioni necessarie: divisi per regioni, tutti i siti sono accompagnati da notizie sulla storia e sull’arte delle strutture, con indirizzi e numeri telefonici, informazioni sull’ospitalità e sulla vendita in loco dei prodotti, orari delle celebrazioni liturgiche e delle feste religiose, ordini monastici o conventuali e comunità spirituali residenti.

“Si va dalla Certosa di Pavia gioiello d’arte, a qualche rudere sopravvissuto ai crolli – spiega Eugenio Caggiati presidente dell’associazione culturale ‘Micheli’ che ha promosso la guida – Siamo convinti che era utile fare una sorta di censimento di tutte queste realtà italiane, sconosciute ai più tranne che alla gente del posto, anche per metterle in rete fra loro, come già accade in Francia, in Spagna, in Germania e in Polonia. In Italia, per ora, è soltanto in embrione in Emilia ma presto – annuncia – Parma sarà la sede della rete italiana delle abbazie, monasteri, conventi e siti cistercensi”.


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