Danza: Davide Valrosso, rileggo il ‘Sogno’ di Shakespeare per il Balletto di Roma  

Scritto da il 13 agosto 2018

Davide Valrosso 'rilegge' il 'Sogno' di Shakespeare per il Balletto di Roma

Un’immagine del ‘Sogno’ di Shakespeare ‘riletto’ dal regista e coreografo Davide Valrosso per il Balletto di Roma, che debutta al Festival Oriente Occidente di Rovereto il 31 agosto(foto di Giuseppe Di Stefano)

Pubblicato il: 14/08/2018 16:53

In principio fu George Balanchine con un ‘Sogno’ magico, folle, irreale, poetico. Oggi il capolavoro di Shakespeare, che intrigò tra gli altri maestri come Fokine, sir Frederick Ashton, Spoerli, Neumeir, Amodio, Bigonzetti, Lindsay Kemp…, è stato riletto dal giovane regista e coreografo Davide Valrosso per il Balletto di Roma. Una coproduzione con il Festival Oriente Occidente e debutto a Rovereto (Teatro alla Cartiera) il 31 agosto. ”Ho scelto il ‘Sogno’ shakespeariano – ha raccontato Davide Valrosso all’Adnkronos- perchè sentivo che, in questo momento, potesse essere un progetto coerente con il mio percorso artistico”.

”Ma soprattutto – ha aggiunto – il ‘Sogno’ poteva trasformarsi in una proiezione verso i miei desideri futuri. Infatti quando si parla di ‘sogno’ ci si ricollega all’opera del bardo inglese, ma anche ad una dimensione onirica, più legata all’inconscio. Qualcosa che sicuramente mi affascina”. Uno spettacolo ai confini, dunque, tra una dimensione intima e collettiva, surreale e tenebrosa, un bosco labirintico fatto di insidie e seduzioni, il ‘Sogno di una notte di mezza estate’, dove due coppie di amanti si inseguono, si perdono, si ritrovano tra ‘duchi’ (Oberon e Titania), re e regina (delle fate) accanto all’arrogante e volgare Bottom, al folletto Puck, una sorta di perverso Cupido.

”Lavorare con la danza – ha spiegato ancora Davide Valrosso- vuol dire lavorare con il movimento. E non parlo solo di movimento fisico, ma anche di un movimento legato al pensiero, alla trasformazione, all”incontro’ con i danzatori. In fondo noi coreografi ‘scolpiamo’ corpi, ma non siamo scultori. Lo scultore – ha ricordato – sceglie la pietra e con quel materiale costruisce la sua idea. Noi invece lavoriamo in profondo accordo e ‘in movimento’ con gli artisti che abbiamo davanti”.

Davide Valrosso, trent’anni, diplomato all’English National Ballet, ex danzatore nella compagnia di Virgilio Sieni, si confronta con una compagine storica formata, oggi, da giovani e meravigliosi interpreti. ”Il Balletto di Roma è legato alla mia infanzia- ha raccontato – Perchè è stata proprio con questa compagnia che ho visto, al Teatro Impero di Trani, il mio primo spettacolo di danza, ‘Giulietta e Romeo’ di Fabrizio Monteverde. Quando ho cominciato a costruire questo lavoro mi sono ricordato di quello sguardo di bambino… E’ come se, nel ‘Sogno’, avessi voluto recuperarlo, farlo rivivere attraverso un’emozione e una nuova creazione”.

Nessun timore, Valrosso, lei giovanissimo, di confrontarsi con danzatori in erba in un ruolo da leader? ”Sono arrivato al Balletto di Roma con idee molto chiare credendo molto in questo progetto – ha risposto- Qualità che, a volte, supportano le mie debolezze. Lavorare, poi, con un gruppo giovane ha anche i suoi vantaggi. In ‘Sogno di una notte di mezza estate’ si parla di amori adolescenziali perfettamente in tema con l’età dei miei interpreti. Incosciamente ci si rispecchia nel racconto – ha proseguito Valrosso- Quel loro entusiasmo, quella loro freschezza sono stati fondamentali all’interno del processo creativo dell’opera ”.


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