Crollo a Genova, si scava tra le macerie  

Scritto da il 14 agosto 2018

Crollo a Genova, si scava tra le macerie

(Foto Afp)

Pubblicato il: 15/08/2018 07:23

In una città ammutolita e in una Val Polcevera immersa nel buio, tra le luci dei mezzi d’emergenza, sono andati avanti tutta la notte senza sosta gli scavi sotto le macerie di Ponte Morandi, il viadotto dell’autostrada A10 di Genova crollato ieri mattina intorno alle 11.50. Mentre sono ancora 10 i dispersi, secondo fonti ufficiali, sull’area stanno operando circa un migliaio di soccorritori tra vigili del fuoco, tecnici sanitari e forze dell’ordine, con l’unico obiettivo di tirare fuori dalle macerie quanti più sopravvissuti possibili.

Le vittime accertate, sempre secondo i dati ufficiali forniti dalla prefettura, sono 25 ma secondo fonti non confermate i decessi si attesterebbero sulla trentina di persone. “Le ricerche continuano, stiamo operando con la stessa forza giorno e notte 24 ore su 24 fino ad aver controllato tutte le macerie. Le ultime vittime estratte sono state trovate nel tardo pomeriggio di ieri. Non perdiamo la speranza di trovare ancora superstiti”, ha spiegato all’Adnkronos Emanuele Gissi, dirigente dei vigili del fuoco.

“Lo scenario che si è configurato fin dalle prime ore è stato uno scenario difficilissimo – ha raccontato uno dei tecnici del centro operativo membro del team di maxi emergenza – colonna mobile – del 118 di Genova al lavoro in queste ore nella zona del disastro e tra i primi ad arrivare sul posto – ci siamo occupati di mettere in piedi un centro medico avanzato entro la prima ora. La difficoltà di questo scenario era la multifocalità: 5 aree completamente separate tra di loro in cui operare con azioni completamente diverse”.

“Sulla sponda destra – ha ribadito il tecnico – il lato via Fillak sotto il ponte, area piana e zona di ferrovia con cavi elettrici divelti. Poi il cumulo di macerie che ha richiesto un enorme lavoro in corda dei vigili del fuoco e pazienti intrappolati. Lo scenario del greto del torrente. Nei primi minuti abbiamo soccorso una quindicina almeno di pazienti vivi. Parliamo di un salto di 50 metri, di norma si va in codice rosso per una caduta da tre metri, figuriamoci così. Io so quello che ho visto, persone sopravvissute dopo un impatto del genere”.


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