Crollo Genova, parla Di Battista  

Scritto da il 15 agosto 2018

Crollo Genova, parla Di Battista

Alessandro Di Battista (Fotogramma)

Pubblicato il: 16/08/2018 10:29

“I morti non si possono piangere e basta, morirebbero due volte. I morti vanno ‘onorati’ con scelte rivoluzionarie da parte di chi ha l’onore di poterle prendere”. Inizia così il post che Alessandro Di Battista dedica al crollo del ponte Morandi. “Io non sono uno di quelli che collega il Tav o altre opere inutili, corrotte e dannose alla tragedia di Genova – scrive Di Battista su Facebook -. Anche se non avessero cominciato quell’idiota buco in Val Susa quel ponte sarebbe venuto giù lo stesso. Il Tav non va fatto a prescindere, non per Genova. Non sono nemmeno uno di quelli che tira in ballo Europa o spread. Cosa c’entra? Il ponte l’hanno buttato giù a Bruxelles? Non siamo ridicoli e basta con la propaganda”.

“Questo è un momento drammatico dove chi parla di cambiamento ha solo una cosa da fare – tuona Di Battista – far tornare nelle mani dello Stato la gestione delle autostrade. Solo da noi i ‘capitalisti’ agiscono in sostanziale monopolio. Solo da noi sono state affidate loro galline dalle uova d’oro in cambio del nulla o addirittura del sangue e delle macerie. La magistratura accerterà i responsabili. La politica faccia la politica. Agisca immediatamente revocando le concessioni autostradali perché è un diritto del Popolo italiano essere padrone delle proprie strade, della propria vita e della propria sicurezza. Ed è dovere dello Stato gestire i servizi essenziali per i cittadini”.

Quindi conclude: “Non c’è da tirare in ballo Delrio, il PD, Prodi, D’Alema, Monti o le privatizzazioni vomitevoli che sono state fatte. Non occorre neppure mostrare interrogazioni, dichiarazioni passate. Lasciate questo lavoro da sciacalli a partiti politici editoriali come Repubblica. Agite amici miei, fate diventare certi personaggi il passato grazie ad una politica rivoluzionaria e lungimirante. Quella che abbiamo sempre sognato quando facevamo opposizione insieme. Solo così potremo sentirci di nuovo orgogliosi di essere italiani, di vivere in uno Stato che Stato è davvero. Solo così oltre a piangere i morti sapremo onorarli”.


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