Sfollati e residenti alla messa nel quartiere del disastro  

Scritto da il 18 agosto 2018

Sfollati e residenti alla messa nel quartiere del disastro

Pubblicato il: 19/08/2018 20:55

“Le persone non sono numeri, sono persone che hanno bisogno di affetto, comprensione e della certezza che la casa sarà loro data. Hanno diritto ad averla. Perché non è crollata per qualcosa di atmosferico. Qui ci sono responsabilità sicuramente e qualcosa va fatto”. Lo ha detto don Gian Andrea Grosso, parroco della chiesa di San Bartolomeo della Certosa, nella sua omelia durante la messa celebrata questa sera in via Fillak. Una celebrazione organizzata in strada, sotto i tendoni della Croce Rossa, al limitare della zona interessata dal disastro di Ponte Morandi. Circa un centinaio i presenti, tra residenti e sfollati insieme a scout, personale di soccorso e volontari.

“Questo ponte – ha aggiunto il parroco durante la messa – che è caduto si è spezzato, ha spezzato la vita di molte persone perché ci sono morti, feriti e persone fuori di casa. Questo dobbiamo considerare in questo momento. Cosa fare? Tutto quello che ci è possibile, noi nel nostro piccolo e chi di dovere al proprio posto”. “Preghiamo per chi è morto – ha concluso nell’omelia don Grosso – per i loro familiari, per i feriti che possano ritornare alla vita normale, e per voi che siete fuori casa, perché abbiate presto una casa”.

“E’ il ponte della solidarietà, quello che non si è rotto ma anzi forse si è rafforzato. Non c’è mai stata questa adesione” spiega all’Adnkronos Daniele Zec, giovane genovese del gruppo scout Genova 52 del quartiere di Certosa. A pochi metri dal disastro di ponte Morandi, su via Filak, sono oltre 60 i ragazzi dell’Agesci che si sono rimboccati le maniche e messi a disposizione degli abitanti e del municipio per coordinare azioni di supporto agli abitanti e al quartiere sconvolto dal disastro.

Oggi pomeriggio sono circa un centinaio, se si aggiungono i volontari dei comitati di zona, ad aver organizzato la messa delle 18 in strada proprio a ridosso delle transenne che delimitano l’area interessata dal disastro, quella inaccessibile anche ai residenti che sono stati sfollati dalle proprie abitazioni per motivi di sicurezza.


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