“Lavatevi”, avviso choc ai pazienti in ospedale  

Scritto da il 19 agosto 2018

Lavatevi, avviso choc ai pazienti in ospedale

(Fotogramma/Ipa)

Pubblicato il: 20/08/2018 18:03

“Ricordiamoci che è sempre apprezzata l’ascella lavata“. E’ la frase contenuta in un avviso affisso in un reparto del Policlinico universitario di Messina in cui si invita a una maggiore igiene personale. I vertici dell’azienda hanno già dato disposizione affinché venga rimosso l’avviso e hanno individuato il responsabile, nei confronti del quale è stato avviato “un immediato procedimento disciplinare”. “Si informano ‘certi’ pazienti che lavarsi prima delle visite programmate – si legge nel cartello -, cambiarsi la biancheria intima e pulirsi le scarpe dalla terra o altro, prima di entrare, non cancella importanti indizi utili alla diagnosi, per cui possono procedere tranquillamente a una doccia”.

Nell’avviso si legge che i figli di pazienti molto anziani o le loro badanti dovrebbero “accertarsi dello stato igienico” di genitori o assistiti. Anche perché “non ha corrispondenze scientifiche la credenza che la doccia fredda fa venire la polmonite”.

Un avviso per il quale adesso giungono le scuse del rettore, il professore Salvatore Cuzzocrea, che esprime la propria “riprovazione per quanto accaduto”. “Nel rivolgere le doverose scuse a tutta l’utenza”, il rettore precisa di avere già contattato i vertici dell’Aou. “Una volta ricevuti gli atti del procedimento disciplinare già attivato dall’Azienda”, valuterà l’opportunità di avviare “un ulteriore procedimento” da parte dell’Ateneo.

Carlo Signorelli, past president della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), insiste sul concetto di “benessere olfattivo” per commentare all’AdnKronos Salute il caso dell’avviso al Policlinico ‘G. Martino’ di Messina.”Sui modi si può discutere. Ci sarà stata probabilmente una questione di forma” nel lanciare il messaggio, riflette Signorelli, ordinario di Igiene all’università di Parma e all’ateneo Vita-Salute San Raffaele di Milano. “Ma il problema c’è” e per l’esperto attiene anche a un fatto di rispetto. “Credo che in generale – sottolinea – ci siano regole di buona educazione, prima ancora che rischi effettivi di tipo igienico-sanitario, che dovrebbero indurre tutti quanti noi ad arrivare a una visita puliti e profumati. E’ una regola talmente sottintesa che io non ho mai sentito debba essere ribadita con un’indicazione scritta. Evidentemente c’è stata un’esasperazione di una situazione che mette il medico in una condizione di disagio, credo legittimo. Sui modi si può discutere”, ribadisce Signorelli secondo il quale va anche tenuto conto che “è estate e fa caldo”.


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