Salvini: “Sì a nazionalizzazione Autostrade”. Giorgetti frena  

Scritto da il 19 agosto 2018

Salvini: Sì a nazionalizzazione Autostrade. Giorgetti frena

(Fotogramma/Ipa)

Pubblicato il: 20/08/2018 16:32

Matteo Salvini apre all’ipotesi di nazionalizzare Autostrade ma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti frena dicendosi “non molto persuaso”. “Studiando i bilanci di Autostradeil vicepremier risponde “sì”, ai microfoni di ‘Agorà estate’, alla proposta avanzata dal ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Secondo il titolare del Mit, la nazionalizzazione di Autostrade ”sarebbe conveniente. Pensi a quanti ricavi e margini tornerebbero in capo allo Stato attraverso i pedaggi – sottolinea in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ – da utilizzare non per elargire dividendi agli azionisti, ma per rafforzare qualità dei servizi e sicurezza delle nostre strade. Autostrade ha accumulato 10 miliardi di utili in 15 anni”.

Salvini torna sul punto anche parlando a Milano. Sull’ipotesi di nazionalizzazione di Autostrade, “stiamo studiando e lavorando – spiega il vicepremier – sicuramente non faremo i regali che qualcuno ha fatto in passato, quando qualcuno ha firmato provvedimenti che hanno fatto guadagnare miliardi ai privati e pagare miliardi agli italiani”. Sul fronte della revoca della concessione, “ci vorranno alcune settimane. Autostrade ha il dovere di risarcire e ricostruire senza che questo sia un mercato nel nome delle concessioni. Chi sbaglia paga, voglio rendere evidente che chi sbaglia paga”, scandisce Salvini.

Ma Giorgetti frena. “Nel dibattito nazionalizzazioni sì o no io non sono molto persuaso che la gestione diretta dello Stato sia di maggiore efficienza, però è una discussione che si farà” sottolinea il sottosegretario in conferenza stampa a Rimini. “La tragedia di Genova ha aggiunto il tema della necessità di mettere mano a una manutenzione radicale delle infrastrutture del Paese – evidenzia – Non è soltanto una questione di soldi, è un sistema anche di procedure, alcune di queste si sono dimostrate teoricamente bellissime ma concretamente impossibili da applicare, come il codice degli appalti che dovrà essere sostanzialmente e radicalmente rivisto”.

A tenere banco è anche il voto della Lega nel maggio 2008 sulla concessione di Autostrade al gruppo Benetton, voto sul quale il Pd punta il dito. “Probabilmente, a posteriori, fu un errore” ammette Giorgetti. ”La concessione – ricorda – che fu trattata dal governo precedente, che era un esecutivo sinistra, era una convenzione che aveva ormai raggiunto le sue definizioni e che il Parlamento doveva in qualche modo ratificare”. Quella concessione, precisa, fu votata “in base a valutazioni fatte” per “una questione ”di continuità di operato con il governo precedente”.

Quanto al finanziamento dei Benetton alla Lega, ”l’ho scoperto solo adesso di questo contributo – dice il sottosegretario – penso anche Salvini e gli altri. Tanti di noi lo hanno appreso solo adesso”. E’ possibile che questo contributo abbia influenzato le vostre scelte negli anni successivi? ”Minimamente no, non ho mai avuto nessun tipo di influenza né di pressioni, le nostre decisioni le abbiamo sempre assunte senza alcun condizionamento”, taglia corto Giorgetti.


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