Animali: ibis eremita, entrata in Italia la 5a migrazione guidata dall’uomo  

Scritto da il 22 agosto 2018

Entrata in Italia la migrazione guidata di ibis eremita

Pubblicato il: 23/08/2018 11:54

Dal triplice confine nei pressi del Passo Resia alle porte settentrionali della Pianura Padana: 190 km in 3 ore e 45 minuti per un’altitudine massima di 2.200 metri, raggiunta sulle Alpi altoatesine. E’ così che ieri mattina lo stormo di 29 ibis eremita della quinta migrazione guidata dall’uomo è entrato in Italia toccando terra a Thiene.

Ventiquattro ore nel vicentino e stamattina gli ibis riprenderanno il viaggio in direzione della prossima tappa di Borgo San Lorenzo. L’annuncio è del Parco Natura Viva di Bussolengo, unico partner italiano del progetto cofinanziato dall’Ue Life+ “Reason for hope” per la reintroduzione in natura dell’ibis eremita, affidato ai ricercatori austriaci del Waldrappteam.

“Lo stormo di uomini e uccelli – spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva – è partito il giorno di Ferragosto dal Lago di Costanza con l’obiettivo di raggiungere il clima mite dell’Oasi di Orbetello, dove gli ibis si tratterranno per svernare fino alla prossima primavera”.

“A quel punto, senza il supporto delle mamme adottive, gli uccelli avranno il compito di ripartire verso i quartieri riproduttivi della Baviera e di compiere il viaggio autonomamente in senso opposto. E ad ogni nuovo ritorno in Italia – aggiunge – saranno gli esemplari ormai esperti a condurre a sud i nuovi nati, in un viaggio antico a cui l’uomo aveva posto fine”.

L’ibis eremita scomparve dai cieli d’Europa nel XVII secolo a causa della pressione venatoria. “Alle mamme adottive – prosegue Avesani Zaborra – vengono affidate le uova deposte in un parco zoologico a qualche ora dalla schiusa e da quel momento, instaurano con i piccoli un rapporto che consente loro di crescerli, addestrarli al volo e farsi seguire alla testa dell’ultraleggero. Ma il percorso sarà completo solo quando, arrivati ad Orbetello, il ruolo delle mamme adottive terminerà: gli ibis dovranno dimostrare da soli di poter tornare alla vita selvatica”.

Il viaggio verso Orbetello non è che a metà e lo stormo ha ancora di fronte il grande appuntamento con gli Appennini. All’arrivo, uomini e uccelli avranno compiuto 1000 chilometri in volo: niente, rispetto alle migliaia di chilometri che potranno percorrere una volta tornati al proprio habitat naturale.


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