“Minori sbarcati da Diciotti ridotti a scheletri”  

Scritto da il 22 agosto 2018

Minori sbarcati da Diciotti ridotti a scheletri

(Foto Afp)

Pubblicato il: 23/08/2018 17:33

Rinchiusi al buio per otto mesi, denutriti, con alle spalle periodi di detenzione in Libia lunghi anche tre anni. I 27 minori non accompagnati scesi dalla nave Diciotti, ormeggiata da lunedì al porto di Catania, hanno vissuto “orrori incredibili”. Si tratta di 25 ragazzi e due ragazze di età variabile tra i 14 e i 17 anni, tutti eritrei ad eccezione di una ragazzina proveniente dalla Somalia.

“Uno di loro – racconta Giovanna Di Benedetto, portavoce di Save The Children – presentava ferite di arma da fuoco. Ci hanno raccontato di essere rimasti rinchiusi per otto mesi al buio dentro una stanza o un container, questo ancora non è chiaro. Alcuni di loro pesano appena 35 chili”. Il viaggio dalle coste dell’Africa è iniziato nella notte tra il 13 e il 14 agosto. Poi la settimana trascorsa in mane a bordo della Diciotti, prima del via libera di ieri del Viminale al loro sbarco. “Prima di poter partire sono rimasti in Libia a lungo, chi un anno, chi un anno e mezzo, qualcuno ci ha detto anche per tre anni. Sono denutriti e davvero in condizioni di grande deprivazione”.

Al momento del loro sbarco sulla nave della Guardia costiera sono stati intonati alcuni canti. Dopo gli accertamenti sanitari i giovani migranti sono stati trasferiti nei centri di accoglienza messi a disposizione del Comune di Catania. I 27 minori sono sbarcati nella notte, mentre restano a bordo della nave della Guardia costiera gli adulti per la maggior parte di nazionalità eritrea.

LE INDAGINI – Intanto sul caso della Diciotti indagano tre Procure, quella di Catania che ha aperto un fascicolo di atti relativi, la Dda di Palermo con un’indagine che ipotizza il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di uomini e i pm agrigentini. Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ieri pomeriggio a sorpresa con guanti e mascherina è salito a bordo della nave per un’ispezione. La Procura della città dei templi nei giorni scorsi ha aperto un fascicolo per illecito trattenimento di persone, ma adesso al vaglio dei magistrati c’è anche l’ipotesi di sequestro di persona a carico di ignoti. “La politica ha tutta la legittimità di prendere delle decisioni, ma queste decisioni non possono contrastare con quanto previsto dalla Costituzione e dal codice penale”, ha detto il procuratore scendendo dalla nave.

SALVINI NON MOLLASalvini, però, non cede e tira dritto. “Non temo assolutamente nulla, ho la coscienza più che a posto” ha detto ai microfoni di Rtl smentendo ricostruzioni stampa sui presunti timori del leader della Lega di un intervento del Colle sul caso Diciotti. “Essendo agosto e con il calciomercato chiuso – ha ironizzato il ministro dell’Interno bacchettando la stampa- probabilmente i giornali non sanno come riempire le pagine”.

Quelli a bordo dell’imbarcazione, ha sottolineato il titolare del Viminale, “Sono tutti immigrati illegali”, spiegando che il suo obiettivo “non è la redistribuzione in Europa ma che ci siano nei Paesi di partenza degli sportelli europei che decidano che chi fugge dalla guerra ha diritto di partire non in gommone, ma in aereo, e arriva in Europa”. “In Australia c’è il principio del ‘No way’ – ha quindi osservato – nessuno di coloro che vengono presi in mezzo al mare mette piede sul suolo australiano. A questo si dovrà arrivare”.

Cos’è il ‘No way’ australiano

Poi, a proposito delle inchieste in corso, Salvini non ha usato mezzi termini: “Se qualcuno mi vuole indagare e qualche procuratore mi vuole interrogare, sono pronto anche domani mattina a spiegare le mie ragioni…Ognuno fa il suo lavoro con coscienza, sono un dipendente pubblico e da ministro dell’Interno mi occupo di sicurezza”.

LA PROTESTA DI RETE ANTIRAZZISTA – Per tutto il giorno si sono moltiplicati gli appelli e le prese di posizione da parte di associazioni umanitarie e religiose, che chiedono lo sbarco immediato di tutti i profughi dalla Diciotti. Una delegazione della Rete antirazzista, che stamane ha organizzato un presidio al porto, ha compiuto un’azione dimostrativa a bordo di un gommone che ha tentato di avvicinarsi alla Diciotti. La piccola imbarcazione è stata tenuta a distanza dall’unità navale della Guardia costiera da motovedette delle forze dell’ordine. Ma ciò non ha fermato gli aderenti del gruppo, che ha manifestato al porto di Catania, gridando slogan: “Minniti, Di Maio, Salvini, siete solo assassini“, per poi formare un presidio davanti ai poliziotti in tenuta antisommossa.

Intanto, il garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale è atteso a bordo della nave per verificare “le condizioni materiali in cui sono costrette a vivere da una settimana 177 persone, la possibilità di accedere alla richiesta di protezione internazionale e accertare i termini in base ai quali perdura la situazione di trattenimento dei migranti”.


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