Addio al drammaturgo Neil Simon  

Scritto da il 25 agosto 2018

Addio al drammaturgo Neil Simon

(Afp)

Pubblicato il: 26/08/2018 18:29

Addio a Neil Simon. Il drammaturgo e sceneggiatore americano, re della commedia, è scomparso a 91 anni dopo aver scritto innumerevoli testi per il teatro, il cinema e la Tv. Premiato con il Pulitzer e il Tony Award, è l’autore di celebrate commedie di Broadway come ‘A piedi nudi nel parco‘, ‘La strana coppia‘ e ‘Appartamento al plaza‘ che poi approdarono al cinema. Nato e morto a New York è stato sposato quattro volte.

La maggior parte delle sue pièces è stata poi adattata per il grande schermo prevalentemente da lui stesso. Grazie ai dialoghi brillanti, alle fulminanti battute, Simon ha imposto il suo stile, asciutto e incisivo, anche al cinema, sia pure con risultati alterni. Ha ottenuto quattro candidature all’Oscar: la prima nel 1969 per ‘La strana coppia’ di Gene Saks e le altre con tre film di Herbert Ross, nel 1976 per ‘I ragazzi irresistibili’, nel 1978 per ‘Goodbye amore mio!’ e l’anno successivo per ‘California suite’ (1978). Neil Simon si fa le ossa come autore di gag per comici televisivi e a partire dal 1961 scrive una serie di copioni di successo, che per quantità e continuità non hanno precedenti della storia di Broadway. ‘A piedi nudi nel parco’ (1963), ‘La strana coppia’ (1965), ‘Appartamento al Plaza’ (1968,) e ‘L’ultimo degli amanti infuocati’ (1969) sono i suoi primi successi.

Neil Simon passa in seguito a testi dove alla comicità si mescola una punta d’amarezza e introspezione, come ‘Il prigioniero della seconda strada’ (1971), ‘I ragazzi irresistibili’ (1972), ‘California Suite’ (1976), ‘Capitolo secondo’ (1977), ‘Stanno suonando la nostra canzone’ (1979), ‘Quel giardino di aranci fatti in casa’ (1980), ‘Fools’ (1981), ‘Biloxi Blues’ (1985) e ‘Rumors’ (1988). Scrive inoltre libretti per musical e sceneggiature cinematografiche. Tutte queste opere ottengono centinaia di repliche e vengono tradotte in film e rappresentate con successo in tutto il mondo. Le sue commedie appartengono al teatro brillante e ne rispettano le regole e si sviluppano con una tecnica che, data una situazione di partenza, la porta alle estreme conseguenze, accomunando tutte le variazioni possibili, senza modificarla nella sostanza. Nato a New York il 4 luglio 1927, diglio di un commesso viaggiatore di famiglia ebrea, Neil Simon frequentò per due anni la New York University, concludendo gli studi all’università di Denver prima di venire arruolato nell’esercito statunitense. Finita la guerra, con il fratello iniziò a scrivere sketch e brevi testi per la radio e per gli spettacoli di rivista.

Il successo arrivò all’inizio degli anni Sessanta in teatro, dove si impose come autore originale ed estroso, ottenendo nel corso della sua carriera numerosi riconoscimenti e premi. Come ‘Alle donne ci penso io’ (1963) di Bud Yorkin fu il primo film basato su una sua opera teatrale, cui fece seguito ‘Caccia alla volpe’ (1966), una coproduzione diretta da Vittorio De Sica alla cui sceneggiatura, scritta da Simon e basata su una sua pièce, collaborò anche Cesare Zavattini. Fu però con l’affermazione di ‘Barefoot in the park’ (1967; ‘A piedi nudi nel parco’) di Saks che Simon si rivelò anche apprezzato autore cinematografico. La commedia, divertente e delicata, è incentrata sui litigi e sulla riappacificazione finale di due sposini, e si avvale delle ottime interpretazioni di Jane Fonda e Robert Redford, oltre a quelle degli straordinari Charles Boyer e Mildred Natwick. Il grande successo fu replicato, sempre con la regia di Saks, l’anno successivo con ‘The odd couple’ (1968, ‘La strana coppia’), storia della forzata convivenza di due amici (Jack Lemmon e Walter Matthau) che danno vita a una serie scoppiettante di gag e situazioni paradossali, e che trent’anni dopo avrebbe avuto un sequel con ‘Neil Simon’s the odd couple II’ (1998; “La strana coppia II”) di Howard Deutch.

Ispirandosi al personaggio felliniano di ‘Le notti di Cabiria’ (1957), Simon scrisse quindi il musical ‘Sweet Charity’, realizzato a Broadway da Bob Fosse e poi da quest’ultimo diretto per il cinema (1969; ‘Sweet Charity ? Una ragazza che voleva essere amata’), in cui tratteggia con delicatezza la figura di una tenera prostituta, interpretata da Shirley MacLaine. Dopo i meno riusciti ‘Un provinciale a New York’ (1970) di Arthur Hiller e “Amiamoci così belle signore” (1972) di Saks, Simon ritornò al successo con ‘The sunshine boys’ di Ross, in cui una vecchia coppia di attori di vaudeville ritrova l’intesa e la voglia di divertirsi in occasione di una trasmissione televisiva. Passato con ‘Prigioniero della seconda strada’ (1975) di Melvin Frank dall’usuale scrittura sapientemente briosa a un registro diverso in cui traspare più di una punta di amarezza, Simon ha ideato in seguito due storie originali per il cinema cimentandosi con il genere giallo: ‘Invito a cena con delitto’ (1976) e ‘A proposito di omicidi’ (1978), entrambi diretti da Robert Moore. Per lo stesso regista ha poi adattato una sua commedia autobiografica, “Capitolo secondo” (1979), in cui emergono non solo un fondo di fragilità ma anche certi tratti più tormentati della sua personalità. Nuova popolarità e successo Simon li ha ottenuti con due film entrambi diretti da Ross: il musical sentimentale “The goodbye girl” e la commedia ‘California suite’, dove riprende la struttura a episodi di un’altra sua famosissima commedia, da cui era stato tratto un precedente film (‘Appartamento al Plaza’ di Hiller) raccontando quattro storie parallele nelle quali, ai toni allegri e quasi da farsa, si alternano altri più intensi e drammatici. A partire dalla fine degli anni Ottanta Simon ha affiancato a quella teatrale un’intensa attività televisiva. Ha pubblicato due volumi autobiografici ‘Rewrites: a memoir’ (1996) e ‘The play goes on: a memoir’ (1999).


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