Di Maio: “Salvini resti al suo posto”  

Scritto da il 25 agosto 2018

Di Maio: Salvini resti al suo posto

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 26/08/2018 11:16

“Il ministro Salvini è indagato e io credo che sia un atto dovuto in quanto ministro dell’Interno e quindi titolare delle decisioni su quelle materie. Allora, come ci si comporta in questi casi? Prima di tutto nel nostro contratto di governo c’è anche un codice etico dei ministri e in base a quel codice etico – e anche a quello del nostro movimento – il ministro dell’Interno deve continuare a fare il ministro“. Il vicepremier Luigi Di Maio commenta così, in un video pubblicato su Facebook, il procedimento aperto nei confronti di Salvini per la vicenda della Diciotti.

LA POLEMICA SU ALFANO – Nel lungo video, Di Maio ci tiene a sottolineare che “le istituzioni delle Stato vanno rispettate, innanzitutto la magistratura”. Quindi aggiunge: “Non facciamo piombare di nuovo questo Paese negli scontri tra procure, pm e politica”. La posizione espressa da Di Maio provoca però la reazione di Matteo Renzi. In un post pubblicato sui social, l’ex premier attacca: “Non chiediamo a Di Maio di far dimettere Salvini “in 5 minuti”. No! Noi diciamo solo a Di Maio che la sua doppia morale è una vergogna civile. E che manganellare via web gli avversari quando fa comodo non è politica, ma barbarie. Parlavano di onestà, dovrebbero scoprire la civiltà”. Renzi fa riferimento a un tweet di due anni fa in cui Di Maio chiedeva le dimissioni dell’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano indagato per abuso d’ufficio, indagine poi archiviata dal tribunale dei ministri.

“C’è chi mi fa notare che avevo chiesto le dimissioni di Alfano perché indagato per abuso di ufficio – spiega nel video Di Maio – ma mica c’era bisogno di un’indagine per chiedere le dimissioni di Alfano. Andavano chieste comunque, si doveva dimettere in quanto tale, Alfano ne aveva fatte già abbastanza. Ora è un privato cittadino e non voglio infierire su di lui ma all’epoca ogni motivazione era buona per chiedere le dimissioni di Alfano”.

GOVERNO COMPATTO – Il vicepremier assicura inoltre che “il governo è stato ed è compatto sulle decisioni prese”. “Ci assumiamo la responsabilità di tutti gli atti portati avanti in questi mesi e che porteremo avanti nei prossimi mesi – aggiunge -. Devo dire che in questi giorni non è mancata la compattezza del governo, abbiamo fatto un gioco di squadra che sarà molto importante anche sugli altri tavoli delle emergenze” che abbiamo di fronte.

“La legge di Bilancio deve contenere il reddito di cittadinanza – spiega -. Non sarà semplice e proveranno a farlo cadere, provando a dividerci. E’ il solito gioco che è stato fatto nel passato provando a dividere il Movimento, ora ci provano con il governo. Io lavoro benissimo con tutti i ministri di questo governo e vedo in giro è tanta gente che ci dice ‘non mollate’ e noi non molleremo. Ve lo prometto”.

PORTI CHIUSI – Nel post, Di Maio commenta poi il caso della Diciotti, Di Maio puntando il dito contro Renzi: “Ricordatevi che se esistono casi come quello della Diciotti, la responsabilità è tutta di un signore, che non nomino nemmeno più, che a capo del governo del Pd andò in Europa e firmò l’apertura dei porti italiani in cambio di qualche briciola di flessibilità per gli 80 euro”.

“In questi anni gli altri Paesi avevano i porti chiusi, mentre noi li tenevamo spalancati – afferma il vicepremier -. La Spagna sta aprendo adesso i porti mentre noi li abbiamo tenuti per anni spalancati. Di questo stiamo parlando. Un anno e mezzo fa sono stato da Frontex in Ue e lì scoprimmo che il governo italiano aveva firmato per i porti aperti in cambio del bonus elettorale degli 80 euro”.

ATTACCO ALL’EUROPA – “Venerdì – prosegue – c’è stata una riunione degli sherpa Ue, neanche si sono scomodati” i leader e “hanno detto che l’Italia deve cavarsela da sola e poi sono andati tutti al mare. Così in Europa mantengono gli impegni…Allora abbiamo fatto da noi e l’abbiamo fatto perché l’Italia non abbassa la testa di fronte all’arroganza della Ue”. Quindi annuncia: “Noi adesso ci guardiamo tutti i provvedimenti europei in fase di discussione e tutto quello che non ci conviene lo blocchiamo e il Ceta deve arrivare il prima possibile in aula perché dobbiamo bocciarne la ratifica”.

PONTE MORANDI – Nella diretta Facebook Di Maio torna poi a parlare del crollo del Ponte Morandi. “Faremo giustizia sulle vittime – promette -. Prima di tutto il ponte non lo può ricostruire Autostrade, al massimo possono dare i soldi, ma i lavori devono essere fatti da un’azienda di Stato in modo da controllare la qualità della ricostruzione”. “Numero due – aggiunge – stiamo per desecretare i contratti di Autostrade e togliergli le concessioni. E numero tre: quando noi parliamo di nazionalizzazione di Autostrade lo facciamo perché l’alternativa è ridarle a Benetton e sono sicuro che nessuno nel governo voglia ridare ai Benetton le autostrade e visto come si sono comportati, che stavano a festeggiare mentre noi stavamo estraendo i morti dalle macerie”.


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